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  • 24
  • Lug

Un racconto per l'estate: Il gatto selvaggio, di Maurizio Fierro

Il pugile americano Harry Greb ebbe molto soprannomi, “Gatto selvaggio” fu uno di questi. La sua indomita combattività, unita a intelligenza e astuzia, ne fecero uno dei pesi medi più forti e rispettati della storia del pugilato. Gene Tunney, il famoso peso massimo che subì la sua unica sconfitta in carriera proprio da Greb, a distanza di più di mezzo secolo ricorda sfide ed episodi che caratterizzarono la breve vita terrena del suo fiero rivale.

    


  • 22
  • Lug

Quelle imprese che crescono malgrado la politica, di Antonio Dostuni

Una delle caratteristiche dell'economia italiana resta la presenza di una classe imprenditoriale di assoluta eccellenza che ha saputo imporsi nei mercati mondiali malgrado i nodi strutturali del paese (burocrazia, giustizia, fisco). L'Italia vanta tuttora un prestigio indiscusso in molti comparti che gli stranieri non smettono di apprezzare. Eppure, malgrado la vitalità dell'imprenditoria italiana, risulta innegabile che il paese non riesce ancora a fare a meno di quella che l'Istat suole definire “economia non osservata” che si compone di economia sommersa e di attività illegali.


  • 15
  • Lug

Siamo un paese dalla memoria corta, di Antonio Dostuni

In Italia vivono oggi 5.144.440 stranieri pari all''8,5% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23,1% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (8,6%) e dal Marocco (8,1%). Agli inizi degli anni Sessanta gli stranieri residenti in Svizzera erano 734 mila, pari al 13,4% della popolazione, di cui 474 mila erano italiani. Nessuno, o pochi, conoscevano le condizioni di emarginazione vissute dai nostri connazionali. Per molti svizzeri, gli italiani erano rumorosi, indolenti e poco inclini al lavoro. Da qui la nascita di un partito xenofobo e anti-italiano.


  • 08
  • Lug

Il mito di Antigone e un paese dalla memoria corta, di Antonio Dostuni

Sarebbe utile rammentare la veemenza con cui, in nome dei diritti civili, abbiamo giustificato la rivolta intellettuale di tanti dissidenti contro il regime sovietico. Sacharov, Solzenicyn, Medvedev, giusto per citarne alcuni, venivano “coccolati” dall'Occidente come vittime della nequizia di un regime la cui legislazione si poneva in aperto contrasto con il diritto naturale, con la morale universale che pone la persona umana al centro del mondo. Sarebbe il caso di ricordare che fu proprio il governo Berlusconi a chiedere che la Costituzione europea esplicitasse “il riconoscimento delle comuni radici giudaico-cristiane”. Non molto tempo fa, pertanto, eravamo un paese che aveva dei valori.


  • 01
  • Lug

Tutti colpevoli, tutti assolti, di Antonio Dostuni

La propensione a credere che tutti i primari di ospedale siano raccomandati, che tutti i docenti universitari abbiano vinto concorsi truccati, che tutta la magistratura sia politicizzata, ha finito per creare nel cittadino una sorta di assuefazione al degrado che si traduce in una neghittosa indifferenza davanti alle turpitudini perpetrate dal singolo: “tanto, si sapeva!”. E' questo il vero dramma del nostro paese, questa complice rassegnazione del cittadino che non é più in grado di indignarsi davanti alla corruzione che dilaga nel paese e che dimentica che la responsabilità degli illeciti va imputata al singolo e non alle categorie a cui essi appartengono. 


  • 28
  • Giu

La canicola estiva e il ritorno delle cicale, di Emilio Magni

Con la canicola estiva é ricomparso Esopo con  la famosissima favola della “cicala e la formica”. La brava formica lavora tutta estate per accumulare pietanze da infilare nelle sue tane e trascorrere così l’inverno in pace e al caldo. La cicale invece passa tutta l’estate sugli alberi a cantare e quando arriva il freddo non ha niente per alleviare il suo inverno. Dunque, se si vuole arrivare a superare momenti difficili è necessario impegnarsi. Le “Aesopi fabule” sono state nel mondo greco e romano una scuola di vita assai importanti. Vi hanno ricorso anche molti dei poeti classici dell’Ellade. 


  • 24
  • Giu

Ecco perché non possiamo uscire dall'Europa, di Antonio Dostuni

Qualunque governo italiano non può prescindere da alcuni dati che l'opinione pubblica tende, spesso, ad ignorare. I residenti in Italia sono 60 milioni e 484mila. Di questi, nel 2018 lavorava solo il 38,4%, pari a 23 milioni e 215mila: 5 milioni e 319mila erano autonomi, 17 milioni e 896mila erano dipendenti (di cui 12 milioni con contratto a tempo indeterminato). Risulta, pertanto, chiaro che, nel nostro paese, il 61,6% dei residenti non lavora: si ponga mente a questo dato perché si tratta di ben 37 milioni e 269 mila soggetti. 


  • 18
  • Giu

Il declino di Di Maio e l'ascesa di Giuseppe Conte, di Antonio Dostuni

A differenza di Luigi Di Maio, sempre cangiante sull'Europa, Giuseppe Conte sembra esprimere una linea più chiara e più coerente sulla posizione del nostro paese nei rapporti con l'Ue. Probabilmente in questa fase si sta dischiudendo a Conte la grande opportunità di assurgere alla leadership del movimento 5 Stelle che su molti (forse, troppi), temi ha pagato la propria fragilità identitaria lasciando campo libero ad un alleato che suole spesso comportarsi da avversario. Dopo la “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”, il governo dimostra di non essere più in grado di sviluppare una linea comune a meno che non si realizzi l'ipotesi, per nulla peregrina, che, pur di evitare nuove elezioni, i 5 Stelle non si rassegnino ad una comoda subalternità alla Lega.


  • 10
  • Giu

Il tramonto della scuola italiana davanti alla sfida del web, di Antonio Dostuni

C'è un dato che certifica il fallimento della scuola italiana: molti giovani non sono in grado di argomentare una propria opinione personale e, a parte la sconsolante povertà lessicale, spesso sono perfino incapaci di comprendere un testo. Malgrado l'evidenza di questa deriva, la scuola italiana evita di interrogarsi sui mali strutturali che le impediscono di stare al passo dei cambiamenti che hanno modificato l'ethos di un'intera nazione. Davanti alla sfida, prima della Tv commerciale e poi della Rete, la scuola italiana é rimasta ferma, immobile, come se la cosa non la riguardasse. La lezione frontale sintetizza perfettamente l'archeologia del nostro sistema formativo.


  • 06
  • Giu

Belfagor, i Rosa-Croce e altri misteri, di Maurizio Fierro

Nel 1925 Arthur Bermède scrive il feuilleton mistery “Belphégor”, che esce in 59 episodi su “Le Petit Parisien” prima di essere pubblicato dalla casa editrice Tallandier nel 1927, anno in cui ne viene prodotta anche la prima versione cinematografica in quattro puntate diretta da Henri Desfontaines, sceneggiata dallo stesso Bermède e interpretata da René Navarre (già famoso in patria per la serie “Fantomas”, del 1913). Quarant’anni dopo, l'emittente francese ORTF (Office de Radiodiffusion Télévision Française) ne propone l’adattamento televisivo diretto da Claude Berna e sceneggiato da Jacques Armand.