DIRITTO - Il Quesito - Successioni a causa di morte: i casi di indegnità a succedere

· Pubblicato il: 14/07/2015

L'indegnità a succedere si fonda su una nozione etica: non è ammissibile che possa succedere un soggetto che si è reso colpevole di atti gravi nei confronti del de cuius. Si tratta, quindi, di una causa di esclusione dalla successione. Le cause di indegnità sono tipiche, cioè, sono tassativamente previste dal codice civile.

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L'indegnità a succedere si fonda su una nozione etica: non è ammissibile che possa succedere un soggetto che si è reso colpevole di atti gravi nei confronti del de cuius. Si tratta, quindi, di una causa di esclusione dalla successione.

Le cause di indegnità sono le seguenti: 

-chi ha commesso un reato contro la persona fisica del de cuius o di un suo parente stretto (ad esempio, un omicidio o un tentato omicidio) o anche solo contro la personalità morale (es. una calunnia, una falsa testimonianza);

-chi ha commesso un atto diretto, con violenza o dolo, contro la libertà di testare (si pensi all'ipotesi di chi abbia indotto il testatore, sotto minaccia, a redigere o modificare il testamento o abbia distrutto il testamento o ne abbia redatto lui stesso uno falso).

L'indegno può essere escluso dall'eredità solo a seguito di una sentenza del giudice da cui discende l'obbligo della restituzione dei beni ereditari acquistati. L'istanza può essere presentata da altri chiamati all'eredità o dai creditori di costoro.