BLOG - Salvini e l'inconfessabile obiettivo di uscire dall'Europa, di Antonio Dostuni

· Pubblicato il: 08/04/2019

L'alleanza di Salvini con AFD, con Marine Le Pen e con i movimenti xenofobi austriaci, danesi, finlandesi, belgi e catalani conferma che il vero disegno di Salvini é quello più volte dichiarato da Borghi: uscire dall'euro per poi uscire dall'Ue. Forte del suo crescente consenso, da qualche tempo Salvini ha iniziato gradualmente a rivelare i suoi propositi. Lo fa con passo felpato, con la circospezione imposta dalla consapevolezza di non poter fare a meno di un alleato forte e prezioso come Berlusconi di cui sarebbe delittuoso sottovalutare la potenza mediatica. Per queste ragioni Di Maio ha iniziato a prendere le distanze da Salvini. 

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La nascita di una grande coalizione delle forze sovraniste europee rappresenta per Matteo Salvini il tentativo di conseguire all'estero quella definitiva consacrazione che in Italia risulta problematica a causa della ingombrante presenza del Cavaliere il quale, attraverso i suoi portavoce, ha già fatto capire che non intende prendere parte ad un “rassemblement” che annovera la presenza di un movimento come Alternativa per la Germania. Le riserve del Cavaliere risultano più che fondate. Infatti, “Alternative fur Deutschland” (acronimo, AFD) rappresenta una forza biecamente nazionalista che, in passato, non ha mai nascosto la sua profonda avversione verso il nostro paese. Dovrebbe essere chiaro a tutti che il vero obiettivo dell'unione dei sovranisti europei non é di creare un'Europa diversa ma é quello di disarticolarla fino alla sua totale dissoluzione. Solo in questo modo si può spiegare l'alleanza di Salvini, non solo con AFD e Marine Le Pen, ma anche con i movimenti xenofobi austriaci, danesi, finlandesi, belgi e catalani. Il nostro ministro dell'Interno non é così ingenuo da credere che queste forze possano aiutare l'Italia a risolvere i suoi problemi. I tedeschi di AFD, ad esempio, hanno più volte ripetuto che la Germania non dovrà assolutamente farsi carico del debito italiano. Questa fermezza trae origine da un sentimento diffuso tra i cittadini tedeschi di cui ci risulta incomprensibile e, talora, inaccettabile l'eccessivo rigore morale. Un dettaglio potrebbe risultare illuminante. Nella lingua tedesca, debito si dice "Schuld" che é un lemma dai molteplici significati, uno dei quali é "colpa". I nazionalisti di AFD, più ancora della Merkel, non faranno mai  nulla per aiutare il nostro paese perchè i nostri governi hanno la “colpa” di avere sempre utilizzato il debito pubblico per carpire il consenso dei cittadini. Risulta, pertanto, improbabile che Salvini possa sfidare Juncker e Moscovici invocando il sostegno dei nazionalisti xenofobi di tutta Europa. Il disegno di Salvini, pertanto, é quello più volte dichiarato da Borghi: uscire dall'euro per poi uscire dall'Ue. Non lo dirà mai esplicitamente ma sono le alleanze a parlare per lui. Forte del suo crescente consenso, da qualche tempo Salvini ha iniziato gradualmente a rivelare i suoi propositi. Lo fa con passo felpato, con la circospezione imposta dalla consapevolezza di non poter fare a meno di un alleato forte e prezioso come Berlusconi di cui sarebbe delittuoso sottovalutare la potenza mediatica. Oggi Salvini non disdegna l'appoggio di forze come Casa Pound e Forza Nuova che, in altri tempi, avrebbe dirottato verso la Meloni. La manifestazione di Verona sulla famiglia rientra in un disegno di cui stanno emergendo sempre più nitidamente i contorni. Occorre ammettere che Salvini ha saputo imporre alla Lega una metamorfosi che, probabilmente, rispecchia la vera indole del suo elettorato il quale, va detto, non si é mai fatto sedurre dal sogno europeista che, per un leghista, resta un feticcio ideologico della sinistra. Tuttavia, nel ventre molle della nostra società, in questi anni é accaduto qualcosa di impercettibile che ora si sta disvelando compiutamente. Per molti italiani, l'Europa e l'euro sono la causa del nostro impoverimento: per questa ragione, sarebbe necessario azzerare la costruzione europea restituendo agli Stati la sovranità perduta. Questa convinzione, sempre più diffusa nel paese, ha finito per saldarsi con il localismo anti-europeo della Lega di cui abbiamo fatto cenno. L'intuizione di Salvini, pertanto, é stata semplicemente quella di cavalcare la rabbia del cittadino indirizzandola verso un nemico, l'Unione europea, a cui viene attribuita la responsabilità di un declino che appare inarrestabile. Ora, però, Matteo Salvini vorrebbe condurre quella parte di Italia, delusa dall'Europa, verso un approdo su cui ha sempre scrupolosamente evitato di fare chiarezza: uscire dall'Europa per andare dove? Forse siamo arrivati al definitivo regolamento di conti. Luigi Di Maio ha capito che la rotta di Salvini non promette nulla di buono e, da qualche giorno, ha iniziato a prendere le distanze. Nel frattempo, la sinistra balbetta tremebonda e confusa: si professa europeista ma a bassa voce. Non si sa mai. 

Editoriale apparso su la Provincia del 8 aprile 2019