BLOG - Mondiali e dintorni, di Michele Spagnuolo

· Pubblicato il: 29/06/2010

Riflessione semiseria sui pensieri folli di inizio d'estate che imperversano sulla stampa. Calcio e politica si intrecciano tra incongruenze e contraddizioni.  

Continuo a seguire i Mondiali in Sud Africa, le partite più interessanti  che vengono trasmesse di sera,  e ogni volta, o quasi, vengo colpito dalle manifestazioni di alcuni calciatori che, baciando la maglia che indossano o sventolando la bandiera della propria Nazione, dimostrano grande senso di appartenenza e notevole amor patrio che in altre parti del mondo sembra  essersi affievolito. Alla fine della partita Ghana – USA, un calciatore del Ghana ha effettuato il giro del campo con la bandiera del proprio Stato sventolata per tutto il percorso. Manifestazione di questo genere le vediamo tutti i giorni e a tutte le latitudini.  Eppure molti di questi calciatori sono professionisti in squadre straniere, ma non nascondono, anzi manifestano con orgoglio, il legame con il proprio Stato. Marchisio, calciatore professionista  e strapagato della blasonata Juventus, e della  Nazionale Italiana, pare che abbia inserito, e cantato,  “Roma ladrona” nell’esecuzione dell’Inno Nazionale Italiano. Visto il suo impegno, e ovviamente i risultati, avrebbe fatto meglio a rinunciare alle convocazioni mondiali dimostrandosi meno ipocrita  ed  essere, così,  convocato nella nazionale della Padania che (sotto l’occhio vigile e attento di Renzo La trota) ha giocato conto Il Regno Delle Due Sicilie. E’ tutto vero! La fertile fantasia di certi Consiglieri regionali e dirigenti di partito ha partorito idee e prodotto manifestazioni di cui l’Italia, in momenti di crisi economica e di valori, avrebbe fatto volentieri a meno. In futuro mi aspetto manifestazioni  di grande rilievo internazionale alle quali parteciperanno importanti nazionali di calcio come la famosissima Pirlania e saranno trasmesse con entusiasmo da Radio Padania. Sono banalità? Sicuramente si. Come sono banalità tante esternazioni di alcuni leader politici nazionali, ma al tempo stesso  anche dimostrazioni di grande ipocrisia e incoerenza.  Si è passati da federalismo alla secessione e viceversa -  Dalla disobbedienza fiscale, alle offese alle Istituzioni repubblicane – Dal vilipendio alla bandiera, all’associazione antinazionale - Dalle leggi per pochi, alle leggi per uno solo.  Tutto questo mentre si giura fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, si occupano posti in Parlamento e al Governo piazzando uomini di fiducia su cadreghe ben remunerate con veri soldi italiani. Si è passati dalle accuse  (note a tutti) a  Berlusconi, all’alleanza (Casa delle Libertà) con lo stesso per occupare le Istituzioni e i posti di comando negli Enti Locali  per spremere come un limone questa già mal ridotta Italia. E come se non bastasse, ai Mondiali di calcio Radio Padania trasmette telecronache contro la Nazionale italiana e Bossi esterna, come al solito, contro il nostro Stato che anche lui rappresenta e governa.  La nostra classe politica non riesce a dare segnali di unità e di crescita, oltre che di responsabilità e serietà politica, neanche  una volta ogni quattro anni durante il mondiale di calcio. Anche in occasioni come queste, in  Sud Africa poi, durante le quali è necessario ancora di più capire cosa significhi superare le differenze, siamo capaci di farci del male sparando sulla nazionale, sul tricolore e su tutto quello che rappresenta. Si può anche perdere una partita, essere esclusi a malo modo dai mondiali, si deve e si può criticare le scelte tecniche o i risultati, ma si perde o si vince da italiani, uniti ed entusiasti da campioni del mondo nel 2006 –  Delusi e arrabbiati per l’esclusione dai mondiali, ma pronti a scommettere sull’ Italia e a ripartire dalle lacrime di Quagliarella per un’altra  straordinaria futura  avventura calcistica e non.