BLOG - Il ritorno di Aisha, di Franco Banfi

· Pubblicato il: 16/05/2020

Caro Amis, anch'io come tutti gli italiani in questi 18 lunghi mesi ho seguito con grande trepidazione la vicenda del rapimento, a scopo estorsivo, della sfortunata Silvia, una ragazza generosa che non trovando opportunità per aiutare il prossimo a Casoretto, il suo quartiere milanese di sinistra e cattolico, né in Lombardia e nemmeno in Italia, è dovuta emigrare in Africa. Laddove è poi stata rapita. Ma tutto è bene quello che finisce bene e proprio nel giorno della Festa della Mamma, essa è stata rimpatriata con un aereo dell'Aeronautica italiana, messo a sua completa disposizione.

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Caro Amis, anch'io come tutti gli italiani in questi 18 lunghi mesi ho seguito con grande trepidazione la vicenda del rapimento, a scopo estorsivo, della sfortunata Silvia, una ragazza generosa che non trovando opportunità per aiutare il prossimo a Casoretto, il suo quartiere milanese di sinistra e cattolico, né in Lombardia e nemmeno in Italia, è dovuta emigrare in Africa. Laddove è poi stata rapita. Ma tutto è bene quello che finisce bene e proprio nel giorno della Festa della Mamma, essa è stata rimpatriata con un aereo dell'Aeronautica italiana, messo a sua completa disposizione. Così, finalmente Silvia ha potuto riabbracciare i suoi familiari. A darle il benvenuto al suo arrivo all'aeroporto, c'erano anche il Signor Presidente del Consiglio e il Signor Ministro degli Affari Esteri, che hanno pronunciato i loro brevi discorsi di bentornata. Aisha, grazie al cielo, è apparsa alle telecamere in ottima forma fisica, volto sorridente, capo coperto dal hijab, corpo avvolto in un ampio costume somalo color verde, che nascondeva un leggero soprappeso, segno che durante la sua prigionia i carcerieri non le hanno fatto mancare proprio niente. Nella breve intervista rilasciata ai tiggì, la protagonista di questa storia felice, intanto che faceva ciao ciao con la manina, ha detto di essere stata trattata sempre molto bene e di essere contenta del ritorno in Italia. 

Seguendo il TG 3 delle 19 ho visto il portone della sua casa tappezzato di biglietti di benvenuto e ingombro di fiori, intanto che le campane di Casoretto suonavano a festa e i casorettesi affacciati ai balconi applaudivano, insomma una grande gioia proprio per tutti. Certo, la Procura di Roma indaga sul suo sequestro, perché le solite malelingue e "una certa stampa" hanno già ipotizzato il pagamento di un riscatto, che graverebbe sulle tasche dei contribuenti italiani, ma io sono sicuro che gli italiani generosi, privi di problemi economici e non creduloni, non daranno certo peso a certe maldicenze, che appariranno in un paio di effimeri tiggì di mezzogiorno e poi svaniranno nell'etere. Cosicché gli italici prodighi e contenti, talk show a tema permettendo, dimenticheranno ahinoi troppo presto, anche questa bella storia. Sempre nel TG 3 ho ascoltato anche le felicitazioni del Signor Presidente della Regione Lombardia, del Signor Sindaco di Milano, dell'ex assessore Civati, ora leader di "Possibile" e del parroco di Casoretto. Questi ultimi due invitavano Silvia a non demordere e auspicavano che essa possa presto ripartire per coronare il suo sogno in una destinazione meno pericolosa. Invito al quale mi associo anch'io con l'augurio che Aisha riparta al più presto e non faccia mai più ritorno in quest'Italia, dove per grazia di Dio, tutti stanno così tanto bene che è pressoché impossibile fare del volontariato. Riflessione scritta e sottoscritta da un umile volontario di paese.

AVI, 11/05/2020