BLOG - Il risparmio delle famiglie per un prestito patriottico?, di Antonio Dostuni

· Pubblicato il: 29/10/2018

Il vero intento di Salvini e Di Maio é di esasperare lo scontro con l'Europa al fine di presentarsi alle prossime elezioni europee come gli Angeli Vendicatori di tutte le ingiustizie subite dal nostro paese a causa di una costruzione europea che ci ha reso più poveri. Nulla di più menzognero. Le colpe del nostro paese sono antiche e vanno imputate proprio a quel debito pubblico che, per decenni, é stato concepito dal ceto politico per stabilizzare il consenso, proprio come piacerebbe a Salvini e Di Maio i quali, di contro, farebbero bene a spiegare le ragioni per cui usano indicare il risparmio delle famiglie italiane come prova della solidità del nostro paese.

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Comincia a destare serie preoccupazioni lo scontro che il nostro governo intende coltivare con l'Unione europea per il modo in cui tende a sottovalutarne gli effetti sui mercati. Tutti gli analisti concordano nel ritenere poco realistiche le previsioni dell'esecutivo sugli esiti di una manovra che, così come é stata concepita, é destinata a incidere sulla sola spesa corrente senza alcuna possibilità di innescare la crescita. L'ultimo responso dell'agenzia Standard & Poors conferma l'imminenza di un declassamento dei nostri titoli di Stato che rappresenta un dato che dovrebbe allarmare. Di contro, assistiamo ogni giorno alle spensierate esternazioni del premier Conte che seguita a proclamare piena lealtà all'Europa mentre, poco distanti, Salvini e Di Maio continuano a lanciare invettive contro i partner europei che osano diffidare della manovra. Vedremo per quanto tempo sarà ancora possibile portare avanti questo teatrino del poliziotto buono e del poliziotto cattivo che potrà certamente giovare in patria ma che finirà fatalmente per bruciare gli ultimi residui di credibilità del nostro governo che, a parte il benevolo appoggio di qualche caudillo dell'Est, rischia l'isolamento internazionale. La sensazione é che una parte rilevante dell'opinione pubblica stenti tuttora a capire che la sfida all'Europa non é un gioco di società tra Juncker e Moscovici, da una parte, e Salvini e Di Maio, dall'altra. Forse non é ancora chiaro che, qui, ci sono in ballo le sorti di una nazione.  Sottovalutare l'impatto dello spread, come suole fare il nostro governo, significa non aver capito che il confronto “muscolare” con l'Europa viene interpretato dai mercati come una chiara volontà di utilizzare il debito pubblico non già come uno strumento anti-ciclico ma come un astuto espediente elettorale. Risulta ormai chiaro che il vero intento di Salvini e Di Maio é di esasperare lo scontro con l'Europa al fine di presentarsi alle prossime elezioni europee come gli Angeli Vendicatori di tutte le ingiustizie subite dal nostro paese a causa di una costruzione europea che ci ha reso più poveri. Nulla di più menzognero. Le colpe del nostro paese sono antiche e vanno imputate proprio a quel debito pubblico che, per decenni, é stato concepito dal ceto politico per stabilizzare il consenso, proprio come piacerebbe a Salvini e Di Maio i quali, di contro, farebbero bene a spiegare le ragioni per cui usano indicare il risparmio delle famiglie italiane come prova della solidità del nostro paese. Si ponga mente a questo dato. Il prossimo anno scadranno 250 miliardi di prestiti a medio e lungo termine (cioè, Btp) che, pertanto, bisognerà rimborsare. Non solo. Come sappiamo, tra pochi mesi Draghi interromperà il “quantitative easing”, cioè, il famoso “bazooka” con cui, attraverso l'acquisto dei titoli dei paesi dell'Unione, la Bce ha “sparato” liquidità nel sistema contribuendo a tenere bassi i tassi di interesse. Ma c'è altro. Per il nostro paese, sarà necessario fare i conti con il cosiddetto “capital keys” che obbliga la Bce ad acquistare i titoli di Stato dei paesi membri sulla base di una proporzione che si fonda sul Pil e sul numero di abitanti di ogni nazione. Poichè il nostro Pil si è ridotto, la Bce sarà costretta a rinunciare all'acquisto di circa 20 miliardi di Btp. Questo é lo scenario all'interno del quale dispiegherà i suoi effetti quella terribile variabile (spread) che Salvini e Di Maio considerano un “numerino” del tutto insignificante. Il guaio é che quel numerino incoraggerà gli investitori stranieri a fuggire dal nostro debito per cui é lecito domandarsi se il loro proposito, per ora inconfessato, é di fare appello ad una sorta di prestito patriottico per una chiamata alle armi contro l'Europa e contro i mercati che, secondo l'amena narrazione complottista cara ai 5 Stelle, ordirebbero oscure congiure contro il nostro Paese. Anzichè rifugiarsi nell'esoterismo, spieghino una buona volta perché la ricchezza privata degli italiani dovrebbe farci stare tranquilli. Si ponga fine ai proclami e si faccia chiarezza, una volta tanto.

P.S. Editoriale apparso su La Provincia del 29.10.2018