LE CURIOSITA' - Il dramma dell' Ilva di Taranto

· Pubblicato il: 29/11/2012

Sulla base delle risultanze peritali si è appreso che in un arco temporale di sette anni sono avvenuti a Taranto, a cause delle emissioni, 11.550 decessi, con una media di 1.650 all'anno. Gran parte di essi è avvenuta per patologie di tipo  cardiovascolare e respiratorio. I quartieri della città più falcidiati sono Tamburi e Borgo che si trovano nelle immediate vicinanze del centro siderurgico. SEGUE

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L'Ilva di Taranto, ex Italsider, rappresenta uno dei più grandi centri  siderurgici d'Europa. Costruito nel 1961, è stato ceduto al gruppo Riva nel 1995. L'impianto produce circa 10 milioni di tonnellate di acciaio all'anno.

 

Secondo le risultanze peritali della Procura presso il Tribunale di Taranto, l'impianto immette nell'ambiente enormi quantitativi di polveri, diossido d'azoto, anidride solforosa, arsenico, cromo, cadmio, nichel, diossine, piombo. Da qui i provvedimenti adottati dal Gip che ha accusato i vertici dell'azienda di "disastro ambientale colposo e doloso" per aver immesso sostanze nocive nell'ambiente malgrado la consapevolezza della loro pericolosità (ordinanza del 26.07.2012). va rammentato che, già nel 2007, la famiglia Riva aveva subito una condanna per violazione delle norme anti-inquinamento.

 

Sulla base delle risultanze peritali si è appreso che in un arco temporale di sette anni sono avvenuti a Taranto, a cause delle emissioni, 11.550 decessi, con una media di 1.650 all'anno. Gran parte di essi è avvenuta per patologie di tipo  cardiovascolare e respiratorio. I quartieri della città più falcidiati sono Tamburi e Borgo che si trovano nelle immediate vicinanze del centro siderurgico.

 

L'impianto di Taranto è stato autorizzato dal Governo a proseguire la produzione a patto che i vertici dell'azienda avessero accettato il c.d. "Aia" che sta per "autorizzazione integrata ambientale" che prevede un programma triennale. Secondo l'Aia la produzione dovrà essere ridotta a otto milioni di tonnellate ma non solo. E' altresì previsto l'obbligo di rifacimento degli altiforni. Lo Stato contribuirà con un esborso pari al 10% della spesa complessiva, stimata in circa tre miliardi.

 

Per inquadrare la gravità delle inadempienze imputate dalla magistratura ai vertici dell'azienda, si usa fare riferimento al tasso di inquinamento prodotto da altre acciaierie in Europa. Ad esempio, quelle tedesche registrano emissioni inferiori del 70-80% rispetto a quelle dell'impianto pugliese.