DIRITTO - Giurisprudenza

  • 10
  • Gen

Cassazione: E' lecito trattare con un agente in forza ad una azienda concorrente

Lo storno dei dipendenti di impresa concorrente costituisce atto di concorrenza sleale solo allorché sia perseguito il risultato di creare un vantaggio competitivo a danno dell’impresa concorrente, tramite strategia diretta all’acquisizione di uno staff costituito da soggetti formati per il medesimo lavoro, svuotamento dell'organizzazione concorrente di specifiche possibilità operative, sottrazione del "modus operandi", sottrazione dei dipendenti avversari, sottrazione delle conoscenze burocratiche e di mercato, quindi, appropriazione della avversa immagine di operatori di un certo settore. (Corte di Cassazione, sentenza n. 94/17) 

  • 10
  • Gen

Cassazione: Due imprese collegate economicamente non costituiscono necessariamente un unico datore di lavoro

Il collegamento di due società da un punto di vista economico non comporta sempre l’esistenza di un unico centro d’imputazione. Nel caso di specie si tratta di obblighi derivanti da rapporti di lavoro subordinato e la Cassazione ricorda l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’unicità della figura datoriale non può essere presunta, ma anzi deve essere dimostrata. (Corte di Cassazione, sentenza n. 160/17) 

  • 10
  • Gen

Cassazione: Azione di riduzione e simulazione: il termine da cui decorre la prescrizione

Qualora l'erede agisca come legittimario a tutela della quota di riserva, proponendo domanda di riduzione di atti di trasferimento a titolo oneroso, previo accertamento della simulazione degli stessi in quanto dissimulanti donazione, il termine decennale di prescrizione dell'azione di simulazione decorre dal momento dell'apertura della successione, poiché soltanto in tale momento si concretizza l'ipotizzata lesione della quota di riserva del legittimario. (Corte di Cassazione, sentenza n. 138/17) 

  • 17
  • Nov

Cassazione: Il rifiuto di restituire un bene altrui non è sempre appropriazione indebita

Qualora vi sia un rapporto obbligatorio intercorrente tra le parti, la ritenzione della cosa di proprietà di una di esse non sempre costituisce delitto di appropriazione indebita. La Cassazione spiega cosa serve, oltre al rifiuto della restituzione, per configurarlo. (Corte di Cassazione, sentenza n. 48251/16) 

  • 19
  • Ott

Tribunale: Separazione, condannata al risarcimento la moglie che scredita il marito davanti al figlio

Non è esente da responsabilità la madre che non pone in essere alcun comportamento al fine di riavvicinare il figlio al padre ma che, di contro, continui a palesare la sua disapprovazione in termini screditanti nei confronti del marito, da cui è separata. Segue

  • 19
  • Ott

Cassazione: Il danno da demansionamento non è "in re ipsa" ma va provato

Cassazione: Il danno da demansionamento non è "in re ipsa" ma necessita di apposita allegazione da parte di chi lo lamenti. Può tuttavia legittimamente ricavarsi anche in via presuntiva o mediante ricorso a massime di comune esperienza. Segue

  • 18
  • Lug

Corte di giustizia Ue: Illegittimo il licenziamento della dipendente che, a contatto con la clientela, usa il velo islamico

Un'impresa adotta un regolamento interno che vieta ai dipendenti di indossare simboli o indumenti religiosi in occasione dei contatti con la clientela. Tale regola è da ritenersi illecita perchè si fonda su una discriminazione diretta basata sulla religione e sulle convinzioni personali. (Avvocato Generale, conclusioni, 13 luglio 2016, causa C-188/15)

  • 18
  • Lug

Cassazione: Scioglimento della comunione: necessario il requisito della comoda divisibilità

La nozione di "comoda divisibilità" di un immobile, citato dall'art. 720 c.c., presuppone che la divisione del bene conduca concretamente alla creazione di quote suscettibili di autonomo e libero godimento. Tale risultato presuppone le seguenti valutazioni: a) la divisione deve essere conseguito senza obbligare le parti a farsi carico di oneri eccessivi; b) il frazionamento, oltre a non incidere sull'originaria destinazione del bene, non deve comportare un significativo deprezzamento delle singole quote in rapporto al valore dell'intero compendio. (Corte di Cassazione, sentenza n. 14343/16)

  • 18
  • Lug

Cassazione: Ripartenza repentina dopo lo stop: grava sull'automobilista la responsabilità del sinistro

Il conducente che riparte troppo velocemente, dopo essersi regolarmente fermato allo stop di un incrocio, risponde dell'incidente avvenuto con un veicolo proveniente da una strada rettilinea del cui arrivo non si era accorto. (Corte di Cassazione, sentenza n. 14369/16; depositata il 14 luglio)

  • 07
  • Lug

Cassazione:Quando sono legittime le prestazioni gratuite del professionisti

Per la Corte di Cassazione (sentenza n. 21972/2015) sono legittime le prestazioni fornite gratuitamente dal professionista ad amici, parenti oppure soci di società che sono già suoi clienti a pagamento; posizione, questa, condivisa dalla stessa Agenzia delle Entrate (circolare n. 84/2001), secondo la quale “la gratuità delle prestazioni può essere considerata verosimile nei confronti di parenti o di colleghi-amici”. Peraltro, al fine di evitare possibili contestazioni, appare opportuna la predisposizione di una lettera di incarico professionale nella quale indicare i motivi per i quali a fronte di determinate prestazioni non sono previsti corrispettivi.