DIRITTO - Giurisprudenza

  • 09
  • Giu

Cassazione: Parto anonimo, se c'è il rifiuto della madre, viene meno il diritto del figlio a conoscere le proprie origini

Il diritto del figlio a conoscere le proprie origini trova il suo unico limite nella volontà della madre ogni qual volta essa esprima il diniego a svelare la sua identità. (Corte di Cassazione, sentenza n. 14162/17; depositata il 7 giugno)

  • 09
  • Giu

Cassazione: Atti di bullismo su un compagno: condannati per stalking

Confermata la decisione presa in secondo grado. I ragazzi finiti sotto accusa hanno offeso, maltrattato e aggredito la loro vittima, costringendolo a cambiare scuola. (Corte di Cassazione, sentenza n. 28623/17; depositata l'8 giugno)

  • 23
  • Mag

Cassazione: Confermato l'assegno divorzile anche nel caso di rifiuto di offerte di lavoro

Respinte definitivamente le obiezioni mosse dall’ex marito. Confermato l’obbligo di versare all’ex moglie un corposo assegno mensile. Decisiva la valutazione di patrimoni, redditi e potenzialità di guadagno dei coniugi. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 12878/17)

  • 10
  • Apr

Cassazione: L'articolo giornalistico non è diffamatorio se si riferisce a soggetti indeterminati

L’offesa alla reputazione di una persona non configura il delitto di diffamazione nel caso in cui le frasi potenzialmente offensive siano state pronunciate - o scritte - nei confronti di più soggetti appartenenti ad una medesima categoria ma non chiaramente individuabili. (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 16612/17) 

  • 08
  • Apr

Cassazione: Ruba qualche litro di gasolio al datore di lavoro, il danno lieve non esclude il licenziamento

La valutazione della proporzionalità del licenziamento disciplinare rispetto al fatto addebitato al lavoratore si basa sulle ripercussioni della condotta sul rapporto di lavoro e sulla sua idoneità a mettere in dubbio la futura correttezza del lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni, a prescindere dall’entità del danno arrecato. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8816/17) 

  • 30
  • Mar

Cassazione: Schiaffo sul sedere, condannato a dieci mesi di reclusione per violenza sessuale

Dura sanzione per un giovane che ha preso di mira una ragazza, avvicinandola in motorino per palpeggiarle i glutei e poi scappare via. Respinte le obiezioni mosse dal difensore. Per i giudici il comportamento tenuto dal ragazzo è oggettivamente sessuale. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 15245/17; depositata il 28 marzo)

  • 30
  • Mar

Cassazione: Arretsi domiciliari, si trattiene in un piazzale del condominio, è evasione

Per abitazione, nell’ambito degli arresti domiciliari, deve intendersi il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata. Sono escluse le altre appartenenze, quali aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili che non ne costituiscano parte integrante. (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 15496/17; depositata il 28 marzo)

  • 15
  • Mar

Cassazione: Niente velo islamico per la lavoratrice musulmana, per la Corte di Giustizia non è discriminazione

La norma del regolamento interno di un’impresa che vieta di indossare segni visibili di convinzioni politiche, filosofiche o religiose non costituisce una discriminazione. La volontà del datore di lavoro di adottare una politica di neutralità è del tutto legittima e non viola il principio di parità di trattamento. (Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 14 marzo 2017, causa C-157/15)

  • 15
  • Mar

Cassazione: Figli maggiorenni, se perdono il lavoro, cessa l'obbligo del mantenimento

In materia di contributo al mantenimento dei figli maggiorenni, l’obbligo del genitore cessa nel momento in cui questi ultimi raggiungono l’indipendenza economica reperendo un lavoro. Una volta raggiunta la capacità lavorativa, e quindi l'indipendenza economica, la successiva perdita dell'occupazione non comporta la reviviscenza dell'obbligo del genitore al mantenimento. (Cass.civ. n.1761 del 28/1/2008; Cass.civ. n.26259 del 2/12/2005; Cass. civ. ordinanza 14 marzo 2017 n. 6509)

  • 09
  • Mar

Cassazione: La professione di commercialista è incompatibile con quella di imprenditore

La Cassazione, sezione lavoro, ha stabilito che la professione di commercialista non è compatibile con altre attività commerciali, così come previsto dall'art. 3 del dpr n. 1067 del 1953. Il commercialista è un lavoratore autonomo per cui anche l'attività di promotore finanziario implica la possibilità che la Cassa annulli d'ufficio la posizione contributiva del commercilista che la svolge. (Cass. sentenza n. 5865, 8 marzo 2017).