DIRITTO - Giurisprudenza

  • 01
  • Mar

Cassazione: Il whistleblower è coperto dall'anonimato solo sul piano disciplinare

Il canale del whistleblowing garantisce l’anonimato del segnalante sul piano disciplinare, ferma restando la necessità di rivelare le sue generalità laddove la segnalazione assurga a vera e propria dichiarazione accusatoria in ambito penale e l’individuazione del whistleblower «sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato». (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 9041/18; depositata il 27 febbraio). SEGUE: chi è il “whistleblower"

  • 14
  • Feb

Cassazione: Non è punibile per omesso versamento delle ritenute l'imprenditore che ha preferito pagare gli stipendi dei dipendenti

In tema di omesso versamento di ritenute fiscali, non sussiste l’elemento soggettivo del reato nell'ipotesi in cui, a fronte di una crisi di liquidità, l’imprenditore abbia consapevolmente scelto di far fronte ad altri improcrastinabili adempimenti verso altri creditori, quali i lavoratori dipendenti, tutelati dalla Costituzione. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 6737/18; depositata il 12 febbraio)

  • 14
  • Feb

Cassazione: L'errore dell'avvocato che non ha impiegato l'ordinaria diligenza esclude la rimessione in termini

Se il luogo, la data e l’orario dell’udienza erano correttamente indicati nel verbale dell’udienza precedente, il difensore non può invocare la rimessione in termini per l’erronea informazione ricevuta dalla cancelleria. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 6743/18; depositata il 12 febbraio)

  • 14
  • Feb

Cassazione: Non è punibile l'automobilista che nel portaoggetti custodisce un coltello

Il coltello – lungo ben 18 centimetri - era sistemato nel vano portaoggetti della vettura. I Giudici ritengono l’episodio non grave, anche perché ci si trova di fronte a un comportamento non abituale, di peso modesto e tenuto da soggetto incensurato. Applicabile quindi la causa di esclusione della punibilità prevista dall’art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). Corte di Cassazione, sentenza n. 6974/18

  • 20
  • Dic

Cassazione: Non è licenziabile il dipendente che durante la malattia collabora nella tabaccheria di famiglia

La Corte di Cassazione, Sezione lavoro, ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato ad un dipendente da un’azienda di trasporto urbano, a seguito di contestazione disciplinare, con cui si addebitava al dipendente medesimo (autista di pullman) di aver ripetutamente svolto - durante la sua assenza dal servizio per malattia - attività lavorativa presso la cartoleria-tabaccheria della moglie. Condotta che, a parere dell’azienda datrice, configurava inadempienza ai doveri generali di correttezza e buona fede e che faceva presumere l’inesistenza della malattia attestata, con compimento di artifici per procurarsi indebiti vantaggi (così integrando l’illecito di cui all’art. 45 R.d. n. 148/1931).

  • 13
  • Dic

Cassazione: E’ legittima la comunicazione del licenziamento inviata via mail al lavoratore.

Con sentenza n. 29753 del 12 dicembre 2017, la Cassazione ritiene assolto l'obbligo della comunicazione per iscritto del licenziamento avvenuto tramite e.mail. Mediante comunicazione via mail la società aveva trasmesso in allegato l'atto di licenziamento che era stato ricevuta dal lavoratore, come si evince dal tenore delle successive e-mail dallo stesso inviate ai suoi colleghi di lavoro. 

  • 13
  • Dic

Cassazione: L'immediatezza della contestazione disciplinare è relativa

In caso di licenziamento disciplinare, il criterio dell’immediatezza della contestazione va inteso in senso relativo: si deve, infatti, tenere conto della complessità dell’organizzazione aziendale e delle ragioni che possono far ritardare la contestazione, tra le quali, il tempo necessario per l’espletamento delle indagini dirette all’accertamento dei fatti. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 29056/17; depositata il 5 dicembre)

  • 13
  • Dic

Cassazione: Quando il contratto di locazione può dirsi stipulato per facta concludentia?

La stipula o la rinnovazione tacita di un contratto di locazione può desumersi da elementi di fatto, quali la permanenza del conduttore nella detenzione della cosa locata oltre la scadenza del termine, il pagamento dei canoni e il ritardo con cui sia stata promossa l’azione di rilascio, solo se altri elementi dimostrano la volontà in tal senso delle parti. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 29313/17; depositata il 7 dicembre)

  • 19
  • Ott

Cassazione: Presupposti della citazione in giudizio dell'appaltatore per i vizi dell'opera

In tema di appalto, il termine annuale previsto a pena di decadenza per la denuncia di gravi difetti dell’opera appaltata decorre dal giorno in cui il committente ne abbia avuto conoscenza obiettiva, in termini di gravità degli stessi e della derivazione eziologica dall’imperfetta esecuzione dell’opera. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 24486/17) 

  • 19
  • Ott

Cassazione: Salta il rogito, il promissario acquirente entrato in possesso dell'immobile deve pagare un canone di locazione

A fronte della risoluzione di un contratto preliminare di compravendita, le regole sulla ripetizione dell’indebito impongono ad entrambe le parti di restituire le prestazioni ricevute, rimaste prive di causa. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 24325/17)