DIRITTO - Giurisprudenza

  • 07
  • Lug

Cassazione: Arresti domiciliari alla maestra che offende gli alunni e sequestra le merendine

Grazie ai racconti dei bambini ai genitori e alle videoriprese, provate le accuse nei confronti della maestra che, in numeerose occasioni, ha ripetutamente offeso i minori. Il quadro probatorio esclude l’ipotesi del semplice abuso dei mezzi di correzione o di disciplina (art.571 c.p.): il reato contestato alla maestra è quello di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, ex art. 572 c.p. (Corte di Cassazione, sentenza n. 27099/15). 

  • 09
  • Apr

Cassazione: Legittimo il rifiuto di lavorare se il freddo mette in pericolo la salute del lavoratore

A causa del malfunzionamento della caldaia, alcuni dipendenti di un’azienda si astengono dal lavoro imputando l'astensione al freddo esistente nell'ambiente di lavoro. La Corte di Cassazione ha ritenuto illegittima la trattenuta stipendiale in quanto sul datore di lavoro incombe l’obbligo, ex art. 2087 c.c., di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e le condizioni di salute dei prestatori di lavoro. In caso contrario, questi sono legittimati a non eseguire la prestazione, eccependo l’inadempimento datoriale, mantenendo altresì il diritto alla retribuzione (Cassazione: sentenza n. 6631 dell’1 aprile 2015; ex multis: Corte di Cassazione, sent. n. 10553/13, n. 14375/2012, n. 11664/2006 e n. 9576/2005).

  • 09
  • Apr

Cassazione: Guida con alcool e droga, se l'auto è di terzi, la sospensione della patente è raddoppiata

La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, ha affermato che in caso di condanna per il reato ex art. 187 comma 8 c.d.s. la sospensione della patente di guida deve essere raddoppiata stante l’impossibilità di disporre la confisca dei veicolo, pilotato da un soggetto diverso dal proprietario che rifiuti di sottoporsi agli accertamenti sanitari ex art. 187 commi 2, 2bis, 3 e 4. 

  • 31
  • Mar

Cassazione: Scatta la condanna quando, sin dalla stipula del contratto, c'è l'intenzione di non adempiere

Il discrimine tra mero inadempimento di natura civilistica e commissione del reato di cui all’art. 641 c.p. (insolvenza fraudolenta) poggia sull’elemento ispiratore della condotta. Dunque, il comportamento consistente nel tenere il creditore all’oscuro dello stato d’insolvenza in cui si versa al momento di contrarre l’obbligazione ha rilievo quando legato al preordinato proposito di non effettuare la dovuta prestazione, mentre l’inadempimento non preordinato non costituisce tale delitto, ma ricade solo nell’ambito della responsabilità civile. (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 6847/15; depositata il 17 febbraio)

  • 25
  • Feb

Cassazione: Fallimento del coniuge, il fondo patrimoniale è revocabile

Non è contraria alla Costituzione l'ipotesi della revocatoria fallimentare, ex art. 64 L.F., del negozio costitutivo di fondo patrimoniale nel caso di fallimento di uno dei due coniugi. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 3568/15)

  • 23
  • Feb

Cassazione: Il terzo che interviene in fase istruttoria può proporre domande nuove

La preclusione sancita dall’art. 268 c.p.c. non si estende al volontario interveniente che può proporre domande nuove e autonome in seno al procedimento, fino all’udienza di precisazione delle conclusioni. Per chi interviene si configura esclusivamente l’obbligo di accettare lo stato del processo in relazione alle preclusioni istruttorie già verificatesi per le parti originarie. (Corte di Cassazione, sentenza n. 3116/15) 

  • 23
  • Feb

Cassazione: Furto in abitazione per chi ruba l'elemosina in chiesa

Secondo gli ermellini, il reato di furto in abitazione, previsto dall'art. 624 bis c.p., si applica estensivamente a tutti i luoghi in cui le persone si trattengono, anche in modo transitorio oppure occasionale,  per socializzare o portare a compimento ogni atto della loro vita. Conseguentemente, il furto del denaro contenuto nella cassetta che raccoglie le elemosine all'interno di una chiesa, integra tale fattispecie di reato. (Corte di Cassazione, sentenza n. 7266/15). 

  • 23
  • Feb

Cassazione: La condotta omissiva giustifica la responsabilità per bancarotta dell'amministratore

L’amministratore risponde del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione  per la commissione dell’evento distrattivo di cui venne a conoscenza senza tentare di ostacolarne il compimento. Ciò ai sensi dell'art. 40, comma 2, c.p. L’art. 2392 c.c. sancisce, infatti, la responsabilità degli amministratori che «essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli» non si siano attivati per impedire il compimento dell’evento pregiudizievole, senza precisare il modo in cui venne a conoscenza del fatto illecito. (Corte di Cassazione, sentenza n. 7331/15) 

  • 05
  • Feb

Cassazione: Anche per le sentenze ex art. 281-sexies c.p.c. , il termine breve per impugnare decorre dalla notificazione della pronuncia

Il termine breve d'impugnazione, previsto dall'art. 325 c.p.c., decorre dalla notificazione della pronuncia anche per le sentenze emesse ex art. 281-sexies c.p.c., non potendosi ritenere equipollente alla notificazione, in quanto atto ad istanza di parte, la lettura del dispositivo e della motivazione in udienza che, unitamente alla sottoscrizione del verbale contenente il provvedimento da parte del giudice, caratterizza tale tipologia di sentenze. Cassazione, 19 settembre 2014, n. 19743

  • 15
  • Gen

Cassazione: Legittimo il licenziamento del lavoratore che, abusando dell'auto aziendale, sia irreperibile durante la malattia

L’abuso palese del benefit dell’autovettura, utilizzata in modo abnorme e per lunghe percorrenze durante il periodo di sospensione del rapporto di lavoro per malattia, rendendo impossibili i controlli che il datore di lavoro avrebbe potuto chiedere, è configurabile come inadempimento degli obblighi contrattuali di buona fede e correttezza, integrando giustificato motivo soggettivo di licenziamento. (Corte Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 344/15; depositata il 13 gennaio). Fonte, Giuffrè