BLOG - Breve storia dei campionati finiti in modo anomalo, di Fabiano Ghilardi

· Pubblicato il: 17/03/2020

La minaccia del CoViD-19 sconvolge il mondo intero e stravolge il regolare andamento di tutte le competizioni sportive che, con la loro differente stagionalità, scandiscono la vita di ogni appassionato. Il campionato di calcio di Serie A è stato sospeso. Al momento non si sa né quando riprenderà, né come riprenderà, nella speranza che la situazione generale migliori e ritorni la normale quotidianità. Dal 1898 al 2019 la battaglia per lo “scudetto” (anche se questo dannunziano simbolo distintivo della squadra Campione d’Italia nacque soltanto negli anni ’20) ha riempito pagine di giornale e scaldato gli animi di milioni di tifosi. Ripercorriamo brevemente le poche situazioni in cui qualcosa “è andato storto” e il torneo non si è concluso regolarmente.

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La minaccia del CoViD-19 sconvolge il mondo intero e stravolge il regolare andamento di tutte le competizioni sportive che, con la loro differente stagionalità, scandiscono la vita di ogni appassionato. Il campionato di calcio di Serie A è stato sospeso. Al momento non si sa né quando riprenderà, né come riprenderà, nella speranza che la situazione generale migliori e ritorni la normale quotidianità. Dal 1898 al 2019 la battaglia per lo “scudetto” (anche se questo dannunziano simbolo distintivo della squadra Campione d’Italia nacque soltanto negli anni ’20) ha riempito pagine di giornale e scaldato gli animi di milioni di tifosi. Ripercorriamo brevemente le poche situazioni in cui qualcosa “è andato storto” e il torneo non si è concluso regolarmente, sia da quando esiste il girone unico (1929-30), sia nell’epoca precedente , in cui il titolo veniva normalmente aggiudicato con una finale nazionale tra le vincenti dei gironi interregionali.

2005-06 (Inter, dopo penalizzazione di Juventus e Milan): È il ricordo più recente. Sul campo vince per il secondo anno consecutivo la Juventus di Fabio Capello. È lo scudetto numero 29 che avvicina sempre di più i bianconeri verso la terza stella. Parallelamente alle ultime giornate di campionato prende forma lo scandalo di Calciopoli. L’estate è rovente e i vari gradi di giudizio ammorbidiscono progressivamente le sentenze, ma precipitano la Vecchia Signora in serie B privandola contestualmente degli ultimi due titoli conquistati. Penalizzato anche il Milan, secondo dietro i bianconeri, lo scudetto viene assegnato all’Inter, terza nella stagione regolare.

2004-05 (Juventus, poi revocato e non assegnato): A quattro giornate dalla fine Milan e Juve sono a braccetto in testa. Qualcuno ipotizza già un nuovo clamoroso spareggio per la conquista del titolo, ma ci pensa il francese Trezeguet a blindare il successo finale per i piemontesi con un gol decisivo nello scontro diretto di San Siro. Il Milan cede di schianto e pensa solo alla finale di Champions dalla quale uscirà sconfitto nella notte di Istanbul. Poco più di dodici mesi dopo, in seguito allo scandalo di Calciopoli, lo scudetto viene revocato e mai più assegnato.

1963-64 (Bologna dopo spareggio con l’Inter): La Grande Inter di Angelo Moratti chiude per quattro anni di fila in testa alla classifica, ma in bacheca mette soltanto tre scudetti. Com’è possibile ciò? Nella primavera del 1964 il girone unico si conclude inaspettatamente con due squadre in testa appaiate a 54 punti: Bologna e Inter. È necessario uno spareggio in campo neutro, caso unico nella storia del campionato. Si gioca a Roma a pochi giorni dalla scomparsa dello storico presidente del Bologna Renato Dall’Ara e, a sorpresa, si impongono i felsinei per 2-0 con reti di Fogli e Nielsen. 

1948-49 (Torino, assegnato d’ufficio): Il 4 maggio 1949 è uno dei giorni più neri del calcio italiano. La corazzata del Grande Torino, di ritorno da Lisbona, si schianta contro la collina di Superga e non ci sono sopravvissuti. La formazione granata ha dominato i tre campionati del dopoguerra e aveva vinto anche quello del 1942-43, l’ultimo prima che gli eventi bellici ridisegnassero la mappa della nostra penisola e rendessero impossibile disputare un torneo nazionale. Il Torino guida, ovviamente, anche la classifica del torneo in corso. Mancano quattro giornate al termine e il vantaggio sulla seconda in classifica, l’Inter, è di quattro punti. Rassicurante, ma, aritmeticamente parlando, la lotta è ancora aperta. All’indomani della tragedia, che sconvolge tutto il Bel Paese, la FIGC decide di assegnare il titolo al Torino. Tutti sono d’accordo. Le ultime partite verranno disputate dalla formazione primavera contro cui, in segno di rispetto, gli avversari schiereranno i pari età.

1945-46 (Torino): La guerra è finita, l’Italia cerca di ripartire. Il calcio, insieme al ciclismo, è una locomotiva trainante per simboleggiare la rinascita del Paese. Tecnicamente è impossibile organizzare una competizione a girone unico perché i trasporti sono difficili, specialmente quelli da Nord a Sud e viceversa. Si torna, eccezionalmente, alla vecchia formula con un Campionato Alta Italia e un Campionato Centro-Sud (cui partecipano anche squadre di B). Le quattro migliori classificate di ciascuna lega interregionale si scontrano nel Girone Finale in un mini-torneo a otto squadre vinto dal Torino per un punto sui concittadini della Juventus.

1943-44 (VV.FF. La Spezia, ma non è uno scudetto): La guerra e i mutamenti politici hanno spaccato l’Italia in due: a nord la RSI, a sud il Regno d’Italia. Il nord fascista organizza una serie di tornei interregionali le cui migliori classificate, in un secondo momento, confluiscono in un torneo denominato Divisione Nazionale (o Campionato Alta Italia) per l’attribuzione dello scudetto. Nel girone finale a tre squadre, disputato a Milano, prevalgono a sorpresa i Vigili del Fuoco di La Spezia su Torino e Venezia. Nel 2002 la FIGC conferisce una medaglia d’oro al Corpo dei Vigili del Fuoco di La Spezia, ma non lo scudetto. Di fatto questo torneo è stato considerato a se stante, come già avvenne nel 1915-16 con la Coppa Federale vinta dal Milan e mai equiparata ad un titolo nazionale. 

1926-27 (Torino, poi revocato e non assegnato): A 21 anni dalla fondazione il Torino conquista il finalmente lo scudetto, il primo disputato con una formula a carattere nazionale che prevede due gironi eliminatori ed un girone finale a sei squadre composto dalle prime tre classificate di ciascuna eliminatoria. Il Torino è primo con due punti sul Bologna e tre sulla Juventus, ma si vede privare del titolo per una presunta corruzione del terzino della Juve Luigi Allemandi da parte del presidente del Torino prima del derby. Il titolo spetterebbe quindi alla seconda classificata, il Bologna, ma il presidente Arpinati, che della città di San Petronio era politicamente podestà, decide di lasciare il titolo vacante.

1924-25 (Bologna, ma contestato): Mai si sarebbe potuto pensare che la finale della Lega Nord tra Bologna e Genoa, fissata per fine maggio, avrebbe assunto i contorni di un giallo intricato e confuso. Dopo che la doppia sfida prevista inizialmente si concluse in parità, con una vittoria corsara per parte con il punteggio di 2-1, lo spareggio per acquisire il diritto a disputare la finale nazionale contro l’Alba fu un escalation di accuse, controaccuse, risse, invasioni di campo e polemiche a non finire. Dopo tre incontri prevalse il Bologna, ma il Genoa chiede ancora l’attribuzione della vittoria a tavolino nel primo spareggio di Milano e la revoca dello scudetto al Bologna al fine di appuntare al petto l’agognata stella (i grifoni hanno vinto 9 scudetti tra il 1898 e il 1924).

1922 (Pro Vercelli e Novese): Il 1922, anno della marcia su Roma di Mussolini, sarà ricordato come l’unico anno in cui in Italia si disputarono due campionati di calcio. Uno patrocinato dalla FIGC e vinto dalla Novese (in finale sulla Sampierdarenese) e disputato nel solo Centro-Nord. L’altro, organizzato dalla CCI (nata l’anno prima per scissione dalla FIGC) in tutta la nazione e comprendente le squadre più forti, vinto dalla Pro Vercelli sulla Fortitudo. Le due leghe faranno pace in seguito al cosiddetto Compromesso Colombo che getterà le basi per arrivare al girone unico di prima divisione in meno di un decennio.

1915 (Genoa, assegnato d’ufficio): A un solo turno dalla fine di quella che oggi chiameremmo regular season (i gironi interregionali che fanno da preludio alle finali nazionali) l’Italia entra nella Grande Guerra. Tutto viene sospeso e mai più ripreso. Il Genoa è in testa al girone finale dell’Italia settentrionale e la Lazio in quella dell’Italia centrale, mentre l’Internazionale Napoli ha vinto l’esiguo girone meridionale. Genoa e Lazio potrebbero teoricamente essere raggiunte se perdessero l’ultimo incontro, ma la sospensione delle gare non ci consentirà mai di avere la controprova. Il titolo resta vacante per qualche anno, prima che la FIGC, probabilmente nei primi anni Venti, decida di assegnarlo ai grifoni. La scelta lascia più di una perplessità. Il Genoa avrebbe vinto oltre ogni ragionevole dubbio sia il girone nord, sia la finale con la Lazio? Non lo sapremo mai. In ogni caso la società biancoceleste ha fatto richiesta per vedersi assegnare lo scudetto almeno ex-aequo.

Il campionato di calcio non si è disputato del tutto in quattro occasioni: nel 1916, 1917, 1918 e 1944-45. Con un ultimo aneddoto: nel 1896 il calcio era ancora considerata una disciplina della ginnastica e la FIGC non era ancora stata fondata. In quell’anno l’Udinese vinse la competizione calcistica del concorso interprovinciale ginnico che si tenne a Treviso e “reclama” a sua volta l’assegnazione dello scudetto.