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  • 25
  • Mag

Le colpe antiche di uno Stato da riformare, di Antonio Dostuni

Per decenni abbiamo lamentato gli sprechi e le inefficienze di una pubblica amministrazione che nessun governo della Repubblica ha mai voluto riformare perché, diciamolo chiaramente, la burocrazia statale continua ancora oggi ad essere il luogo privilegiato di nomine e di carriere che la politica utilizza per trovare i propri equilibri, interni ed esterni ai partiti. Tutti conosciamo le innumerevoli inchieste sulla pletora di personale e di dirigenti abbarbicati alla greppia dello Stato ma non abbiamo mai visto una forza politica battersi seriamente per riformare l'amministrazione pubblica la quale, in occasione dell'emergenza, ha dimostrato tutta la sua sconsolante inadeguatezza, sia a livello centrale che periferico.


  • 21
  • Mag

Il Covid ha ucciso il vecchio bar, di Emilio Magni

Siamo tornati quattro amici al bar. Ma non è più bello come era nella nostra vita precedente. L'atmosfera era strana, inconsueta, costellata di novità che disturbano. Ed è stata fiacca, priva di allegria quasi senza sorrisi, senza strette di mano, pure la festa per il nostro ritrovarci finalmente davanti a un bicchiere di vino. E come si poteva festeggiare una rimpatriata tra amici, la quale più che un incontro si rivelava una separazione, un distacco di persone con quel poco sorridere che, nonostante tutto, cercava di farsi largo sotto le mascherine? E quello stravagante plexiglas sul bancone? Mi pareva di essere in banca. 


  • 18
  • Mag

Terrore della povertà e immunità di gregge, di Antonio Dostuni

L'ansia di porre termine al "lockdown" e di "riaprire tutto" rappresenta il segnale di una paura profonda che può essere foriera di una metamorfosi terrificante. Non si può fingere di ignorare che esiste una parte rilevante della società per la quale la povertà rappresenta un pericolo perfino peggiore del Covid. Ciò significa che, nella sciagurata ipotesi di una recrudescenza del virus, c'è una parte del paese che non sarebbe più disposta ad accettare le misure di questi mesi e, in quest'ottica, non esiterebbe ad essere favorevole a quella che, in modo sinistro, si chiama “immunità di gregge”: cioè, lasciare che il Covid attraversi, come una serpe velenosa, l'intera popolazione che assiste inerte e lascia morire i più deboli e i più vulnerabili.


  • 16
  • Mag

Il ritorno di Aisha, di Franco Banfi

Caro Amis, anch'io come tutti gli italiani in questi 18 lunghi mesi ho seguito con grande trepidazione la vicenda del rapimento, a scopo estorsivo, della sfortunata Silvia, una ragazza generosa che non trovando opportunità per aiutare il prossimo a Casoretto, il suo quartiere milanese di sinistra e cattolico, né in Lombardia e nemmeno in Italia, è dovuta emigrare in Africa. Laddove è poi stata rapita. Ma tutto è bene quello che finisce bene e proprio nel giorno della Festa della Mamma, essa è stata rimpatriata con un aereo dell'Aeronautica italiana, messo a sua completa disposizione.


  • 11
  • Mag

Ecco perché gli atti del Governo non sono in contrasto con la Costituzione, di Antonio Dostuni

Nella confusione generale di una pandemia che ha inopinatamente sconvolto la quotidianità del cittadino, nelle ultime settimane si è aggiunta la “querelle” che ha per oggetto la legittimità costituzionale degli interventi normativi varati dal Governo per fronteggiare l'emergenza. Si tratta di un tema che continua, da settimane, ad occupare il dibattito pubblico con l'apporto di esperti e opinionisti che, a dire il vero, non sempre riescono a catturare l'attenzione del cittadino il quale,  come spesso capita nelle questioni di carattere tecnico, finisce per recepire la tesi che più gli aggrada. 


  • 08
  • Mag

Guerra batteriologica o errore umano? di Marco Corno

La pandemia che dall’inizio dell’anno affligge l’umanità ha alimentato il caos geopolitico del pianeta. Lo shock causato da questo inopinato cataclisma ha sconvolto completamente la quotidianità del cittadino, tuttora incredulo per l’attacco di un nemico invisibile e inaspettato. L'onda d’urto rischia di portare indietro le lancette della storia dell’umanità di diversi secoli soprattutto per le conseguenze economiche. Benché ci sia ancora molta diffidenza nell’affermarlo, la crisi attuale è da considerarsi peggiore perfino di quella di Wall Street del 1929, non solo per la sua connotazione economico-finanziaria ma soprattutto per le gravi implicazioni in campo sanitario. 


  • 04
  • Mag

Il fascino dell'uomo forte e la crisi della democrazia, di Antonio Dostuni

Stiamo assistendo ad una lenta liquefazione dei principi fondativi della democrazia liberale la quale, non dimentichiamo, solo fino a un decennio fa appariva l’approdo definitivo del processo di emancipazione dei popoli dalle nequizie dei totalitarismi. Le simpatie di una larga parte dell'opinione pubblica per alcune autocrazie (Russia e Cina) rappresentano la prova inequivocabile di una sorta di “stanco disincanto” delle masse nei confronti della democrazia parlamentare. Il cittadino occidentale, che un tempo vedeva nei partiti il nerbo irrinunciabile di una democrazia, sembra non nutrire più alcuna fiducia nella rappresentanza.


  • 30
  • Apr

Fact Checking: ecco perché non è auspicabile il ritorno alla lira, di Riccardo Boiani

Dopo il referendum Brexit di giugno 2016 che ha portato la Gran Bretagna ad abbandonare l’Unione Europea lo scorso 31 gennaio, negli ultimi giorni nel nostro Paese si è tornato a parlare di Italexit. Stavolta, la causa occasionale è stata la dichiarazione di Ursula von der Leyen sulll’adozione di Eurobond come strumento economico per fronteggiare la crisi causata dal Covid-19. La domanda dunque sorge spontanea: il ritorno alla lira sarebbe davvero una salvezza per l’Italia e per il nostro debito pubblico oppure ci avvieremmo verso un salto nel vuoto? Vediamo come e perché gli svantaggi legati a questo scenario supererebbero i (quasi nulli) vantaggi. 


  • 24
  • Apr

L'ultimo giorno di scuola di quel sabato di febbraio, di Antonio Dostuni

Uscendo da scuola al termine di quello spensierato sabato di febbraio, nessuno studente avrebbe mai potuto immaginare che non ci avrebbe più messo piede. Il 22 febbraio 2020 resterà per i nostri ragazzi una data che solcherà per sempre la loro memoria. Quel giorno segna la data di inizio di una segregazione che nessuna generazione aveva mai conosciuto in precedenza. Famiglie, docenti, alunni, si sono visti improvvisamente catapultare in una dimensione del tutto inedita e dai tratti surreali. Nella concitazione generale di una emergenza che ha cominciato a snocciolare, in modo sinistro, una contabilità crescente di morte, la scuola italiana si è vista costretta a reinventarsi pressoché integralmente.


  • 22
  • Apr

Eddy Merckx e la Milano-Sanremo, di Fabiano Ghilardi

Milano-Sanremo, una classica. Anzi, la “classicissima” di primavera. La prima delle cinque cosiddette corse monumento di un giorno (con Fiandre, Roubaix, Liegi e Giro di Lombardia) che, di fatto, apre psicologicamente la stagione ciclistica, sebbene ormai si corra praticamente dodici mesi all’anno. Per molto tempo si è disputata il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, prima che la ridefinizione del calendario lavorativo negli anni Settanta rimuovesse tale data dall’elenco delle festività. La collocazione a ridosso dell’equinozio di marzo è però rimasta e si conferma l’appuntamento più importante dell’anno per gli appassionati di ciclismo italiani.