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  • 10
  • Dic

Quei finti attacchi al governo, di Antonio Dostuni

Gli attacchi al governo da parte di Boccia, presidente di Confindustria, sono, in realtà, un attacco ai 5 Stelle, come si evince dalla facilità con cui la grande stampa suole dileggiare i pentastellati riservando solo qualche timido buffetto alla Lega. Gli imprenditori italiani non sono più disposti a sopportare la paralisi delle opere pubbliche: é questa la colpa più grave che viene imputata ai 5 Stelle. Il reddito di cittadinanza costituisce solo un argomento pretestuoso per screditare un movimento le cui lacune sarebbero state  anche tollerate senza la pervicace opposizione alla Tav e allo sblocco dei cantieri.


  • 03
  • Dic

Di Maio non ha ancora capito che quel contratto era un tranello? di Antonio Dostuni

Il “contratto di governo” preclude qualunque ipotesi di confronto all'interno dell'esecutivo. In pratica, in parlamento i 5 Stelle dovranno approvare i punti del contratto voluti dalla Lega e, parimenti, la Lega dovrà approvare i punti voluti dai 5 Stelle. Così facendo, Salvini e Di Maio hanno completamente svilito sia il ruolo delle Camere che le funzioni del Consiglio dei ministri ai quali è stato sottratto qualunque potere di interlocuzione. Abbacinato dall'euforia di essere approdato al governo, Luigi Di Maio non ha capito che quel contratto era, in realtà, un tranello teso da un alleato scaltro e inaffidabile che, come dimostrano i sondaggi, si prende tutti i meriti lasciando i demeriti ai 5 Stelle.

 


  • 26
  • Nov

Per Salvini, il governo con Di Maio é un vero affare, di Antonio Dostuni

Gli ultimi sondaggi confermano che, per Matteo Salvini, questo governo é stato davvero un affare. Prima del 4 marzo nessuno avrebbe mai osato immaginare che, nel giro di pochi mesi, la Lega sarebbe diventato il primo partito del paese e che sarebbe riuscito a fare breccia perfino nel Mezzogiorno. Bisogna dare atto a Salvini di avere realizzato quel capolavoro tattico da cui trae origine l'attuale corto circuito della politica italiana che, in modo singolare, penalizza tutti i partiti, esclusa la Lega. Di Maio dovrebbe, ormai, aver capito che l'unico a cui conviene questo governo é Matteo Salvini il quale, dopo aver raso al suolo Forza Italia, ha iniziato ad annettersi quote crescenti dell'elettorato pentastellato.


  • 20
  • Nov

Per l'Europa siamo i soliti italiani "chiagne e fotte", di Antonio Dostuni

Secondo i partners europei, questo governo non rappresenta alcun cambiamento. Risulta difficile dissentire. In verità, Salvini e Di Maio rappresentano la triste riedizione di un ceto politico rimasto uguale a se stesso che, sotto le mentite spoglie di una comunicazione più trasgressiva, continua a perpetuare quella specificità tutta italiana che si riassume in una vecchia battuta di Enzo Biagi: in Italia, di legale, é rimasta soltanto l'ora legale. Sono gli stessi fatti a dimostrare che non vi é alcuna discontinuità rispetto al passato: l'obolo assistenzialista, la "pace fiscale", l'inverecondo condono di Ischia, perfino i 49 milioni della Lega che Salvini ha saputo abilmente derubricare come una vicenda del tutto marginale.


  • 12
  • Nov

Lo stato confusionale della sinistra che finge di non capire le cause del populismo, di Antonio Dostuni

Piaccia o no, questo governo non ha alternative. Nel mondo anglosassone si usa l' acronimo, "t.i.n.a." ("there is not alternative", non ci sono alternative) per rappresentare i momenti di sclerosi del quadro politico. Attualmente la posizione più comoda resta quella di Silvio Berlusconi che può vantare la presenza di un garante al governo (Salvini) e di un garante all'opposizione (Renzi): mai come ora, il suo impero ha potuto godere di tanta invulnerabilità. Per queste ragioni, il Cavaliere assiste serafico alla lenta consunzione di Forza Italia. A sinistra, invece, Renzi attende la prossima disfatta elettorale per dimostrare che la crisi del Pd non é imputabile al Giglio Magico. 


  • 05
  • Nov

Il cappio della Lega al collo dei 5 Stelle, di Antonio Dostuni

Quando Di Maio capirà che questo governo rappresenta un tragico capestro per il suo movimento, sarà costretto a prendere atto di essere stato bellamente buggerato da Salvini che, dopo avere fagocitato Forza Italia, si appresta ad annettersi una parte di elettori dei 5 Stelle. Il quadro politico del nostro paese é questo: da una parte, la parodia di un governo con un premier irrilevante; dall'altra, una versione caricaturale di opposizione che ancora oggi si compone degli stessi esponenti che hanno disgustato gli elettori spingendoli verso la Lega e i 5 Stelle.


  • 31
  • Ott

Chi era Attilio Prevost, un fotografo in trincea, di Emilio Magni

Una bambina piccola, esile che piange e forse prega, davanti alla sua casa distrutta e sotto la neve, intorno altri segni di orrori lasciati dalla guerra, la prima guerra mondiale, un secolo fa: una foto che stringe il cuore e che se fosse di questi nostri anni, potrebbe concorrere per il Pulizer. La scattò uno dei primi fotoreporter di guerra, Attilio Prevost, un tenente di artiglieria, milanese e un po’ brianzolo. Grazie alla sua competenza nella fotografia e nel cinema  fu incaricato dagli alti comandi a documentare  la guerra.


  • 29
  • Ott

Il risparmio delle famiglie per un prestito patriottico?, di Antonio Dostuni

Il vero intento di Salvini e Di Maio é di esasperare lo scontro con l'Europa al fine di presentarsi alle prossime elezioni europee come gli Angeli Vendicatori di tutte le ingiustizie subite dal nostro paese a causa di una costruzione europea che ci ha reso più poveri. Nulla di più menzognero. Le colpe del nostro paese sono antiche e vanno imputate proprio a quel debito pubblico che, per decenni, é stato concepito dal ceto politico per stabilizzare il consenso, proprio come piacerebbe a Salvini e Di Maio i quali, di contro, farebbero bene a spiegare le ragioni per cui usano indicare il risparmio delle famiglie italiane come prova della solidità del nostro paese.


  • 22
  • Ott

Quella voce suadente delle sirene dell'Est, di Antonio Dostuni

Il governo italiano si dimostra sempre più insofferente verso i partner europei e, stranamente, sempre più in sintonia con la Russia di Putin che per Salvini resta un invidiabile Eldorado. Risulta preoccupante questa irrefrenabile infatuazione della destra italiana per Putin e per Donald Trump i quali non hanno mai fatto mistero della loro ostilità nei confronti della costruzione europea. Poichè i 5 Stelle sono avvezzi a fiutare i complotti, possibile che ritengano Orbàn e il “gruppo di Visegrad” un'allegra masnada di innocui buontemponi da preferire alla Merkel e a Macron? 


  • 18
  • Ott

Il trucco di confondere il governo con lo Stato, di Antonio Dostuni

Salvini e Di Maio intendono attribuire una sorta di sacralità alla volontà popolare che collide con il primato dello Stato e delle sue leggi. Siamo davanti ad una versione caricaturale e, un tantino comica, di democrazia liberale all'interno della quale il governo rappresenta uno dei corpi di cui si compone l'architettura statuale. Confondere capziosamente il governo con lo Stato, consente ad un leader eletto dal popolo di sentirsi “legibus solutus”, cioè svincolato dalla legge. Non é così che funziona uno Stato di diritto. In caso contrario, un magistrato non avrebbe il diritto di processare un politico o un giornalista non potrebbe criticare il governo perchè privi di consenso popolare.