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  • 04
  • Mar

Il calcio-champagne del Milan di Arrigo Sacchi, di Fabiano Ghilardi

Coppa Italia 1986-87, primi di settembre. In panchina Niels Liedholm (cui a fine campionato subentrerà un giovane Fabio Capello che riporterà il Milan in Europa dopo lo spareggio con la Sampdoria). È l’anno uno dell’era Berlusconi: per il Milan inizia infatti la prima intera stagione calcistica con l’imprenditore milanese alla presidenza dopo aver rilevato la proprietà della squadra in primavera. Secondo la formula dell’epoca il Milan, a punteggio pieno nel girone eliminatorio, affronta il Parma a San Siro e ne esce sconfitto per 1-0 con un gol di Fontolan. Una sconfitta rumorosa, ma indolore per la squadra rossonera, che si qualifica comunque per il turno successivo.


  • 02
  • Mar

Per un paese già educato alla paura, basta poco per scivolare nel panico, di Antonio Dostuni

Saccheggiare i centri commerciali, chiudere gli esercizi pubblici alla sera, azzerare la normalità anche nelle zone più lontane da quelle toccate dal virus, non ha fatto altro che disvelare la profonda fragilità di un paese che ha paura di tutto ma, soprattutto, ha paura di se stesso. Siamo un paese profondamente spaventato ma, soprattutto, diviso. Probabilmente le due cose sono strettamente connesse: siamo spaventati proprio perché divisi. Dopo anni in cui il Nord era solito baccagliare contro il Sud, ora vediamo il Sud berciare contro il Nord: quanta miseria morale in questa contrapposizione di cui tutti dovremmo vergognarci: tutti.


  • 22
  • Feb

Il significato di “lavoro” nelle diverse lingue, di Fabrizio Santi

Nel libro “La teoria del tutto raccontata da te”, Igor Sibaldi parla di “logopenìa” in riferimento ad alcune lingue che ne soffrono, lingue che non riescono ad arrestare la diminuzione del loro vocabolario attivo, ossia del numero di vocaboli utilizzati dalla maggioranza di coloro che la parlano. L’autore afferma inoltre che l’italiano è in condizioni gravi dato che il vocabolario attivo degli italiani di media cultura non supera i settemila vocaboli, contro uno di trentamila degli inglesi.


  • 20
  • Feb

Che cosa si intende per società "giusta", di Gaia Stevenazzi

Con l'ingresso nel mondo moderno, il progressivo consolidamento e la sempre più massiva diffusione di assetti democratico-repubblicani, si è riscontrata una sempre maggior centralità del concetto di giustizia via via declinato in altri ambiti, primo tra tutti quello sociale. Tale sviluppo non deve però sorprendere se si considera la permanete necessità intrinseca nell'uomo di avvertire sé stesso e la propria esistenza come parte integrante e consustanziale di una dimensione più estesa quale quella comunitaria. L'uomo, essere sociale, è per sua stessa natura costretto alla relazione, a rapporti di reciprocità e di alterità.


  • 17
  • Feb

Basta rimpiangere la prima Repubblica: è da lì che nascono i guasti di oggi, di Antonio Dostuni

C'è sempre la tentazone di scaricare sui nostri giovani quel senso di colpa che, in realtà, dovremmo avere noi adulti per averli traditi. Eppure basterebbe poco per ricordarci come eravamo “veramente”, senza quella patetica mitologia che tende a perpetuare l'immagine di un paese che non è mai realmente esistito. Questo breve florilegio potrebbe aiutarci a rinfrescare la memoria propiziandoci quel pò di vergogna che sarebbe utile provare ogni tanto. Ciascuno di noi dovrebbe dire ai propri figli: sapete perché oggi la sanità costa tanto? Perché in passato ogni famiglia italiana possedeva un armadio traboccante di farmaci che, periodicamente, venivano accumulati e gettati via: tanto, quei farmaci erano gratis. E poi, sapete perchè (...)


  • 12
  • Feb

Il doppio ciclo del Milan di "paron" Rocco e Gianni Rivera, di Fabiano Ghilardi

I favolosi Anni Sessanta verranno ricordati anche per l'egemonia della Milano calcistica in ambito nazionale e mondiale. Il "Milan di Rocco" e la "Grande Inter" hanno scritto indelebili pagine di storia del calcio e riempito gli albi d'oro delle competizioni più prestigiose senza soluzione di continuità, proiettando il capoluogo meneghino ai vertici dell'Italia prima, dell'Europa poi e, infine, del mondo intero. Una delizia per i tanti tifosi che riempivano costantemente gli stadi o si radunavano nei bar intorno ad un nuovo apparecchio – ancora senza colori – che, pian piano, stava entrando nella vita di tutti: il televisore. 


  • 10
  • Feb

Il "grande centro" resta solo un grande sogno, di Antonio Dostuni

Il quadro politico, da tempo, denota una serie di incognite sulle quali sarebbe utile riflettere al fine di interpretare le traiettorie che i due schieramenti vorrebbero imprimere alla politica italiana. Sotto la minaccia incombente di una vittoria trionfale di Salvini, la politica italiana continua ad agitarsi nella spasmodica ricerca di un'alternativa in grado di prescindere dai 5 Stelle. La costruzione  di un “grande centro” rappresenta più una suggestione che una soluzione perché, inutile nasconderlo, solo un uomo potrebbe favorirne la nascita: Silvio Berlusconi. Piaccia o no, senza Forza Italia, o quel che ne rimane, il “grande centro” resterà solo un grande sogno. Renzi e Calenda se ne facciano una ragione.


  • 07
  • Feb

L'ottava meraviglia di Nole a Melbourne, di Fabiano Ghilardi

Il Re sembrava caduto, evviva il Re! Il serbo Novak Djokovic si è aggiudicato l’Australian Open 2020, prima prova del Grande Slam, sconfiggendo l’austriaco Dominic Thiem al termine di cinque set altalenanti. A dirla tutta, a metà partita pareva ormai che il destino dell’incontro fosse segnato e indirizzato verso l’austriaco: sul punteggio di un set pari e 4-0 per Thiem nel terzo parziale il campione in carica sembrava essere lontano anni luce dall’avversario. Forse fiaccato da un problema fisico, che ha richiesto un time-out medico, Djokovic appariva totalmente in balìa di Thiem, atleticamente e tatticamente.


  • 03
  • Feb

Riforma della prescrizione: sgombrare il campo dai garantisti furbi e dai giustizialisti forcaioli, di Antonio Dostuni

La riforma della prescrizione rappresenta un tema delicato sul quale un paese civile dovrebbe aprire un confronto con il dovuto equilibrio sul presupposto che, se è giusto non esporre il cittadino ad un processo senza fine, parimenti non si può fingere di ignorare l'importanza di alcuni dati, palesemente incongrui. Si tratta di dati ufficiali, forniti dalla Direzione generale di Statistica e analisi organizzativa del Ministero della Giustizia, da cui si evince, ad esempio, che nel 2017 ci sono state 125.659 sentenze di prescrizione (pari al 12% di tutti i procedimenti di quell'anno), cifra in crescita rispetto ai 111.140 del 2016 (l’anno peggiore è stato il 2009 con 155.642 processi interrotti dalla prescrizione).


  • 27
  • Gen

Quella casta occulta e il teatrino della politica, di Antonio Dostuni

La fotografia della casta politica è lì da vedere, con i suoi vizi e le sue miserie che tutti conosciamo. Di contro, sappiamo ben poco di quella seconda casta che, come un gigantesco “panopticon”, è in grado di condizionare la politica e di presidiare saldamente i santuari del potere. Si tratta di una immane sovrastruttura che si compone di leader veri, sempre defilati, silenziosi, lontani da quei riflettori che, invece, lusingano i finti leader della politica, resi innocui dal loro frivolo narcisismo. Per questa ragione non dovremmo prendere troppo sul serio il teatrino della politica italiana: perché si compone di attori e pataccari. I registi sono altrove.