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  • 16
  • Apr

L’Ajax come eterno ritorno, di Maurizio Fierro

Fin in dai tempi in cui i lancieri affrontavano e battevano squadroni blasonati come il Real Madrid, il Liverpool o il Benfica. Ancor prima dei successi e della gloria arrivate con le tre Coppe dei Campioni consecutive conquistate nei primi anni Settanta. Già: la sfrontataggine. Che poi vuol dire avere nel Dna quel non so che, chiamiamola lucida consapevolezza, che ti permette di cavartela sempre. Perché se devi inventarti la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali per andare in giro per il mondo a cercare terre più coltivabili della tua, che è sotto il livello del mare, poi un po’ di sana sfacciataggine ti cresce, dentro.


  • 15
  • Apr

Prima di essere un sistema politico, la democrazia é un modo di essere, di Antonio Dostuni

L'impoverimento di massa degli ultimi anni é stato il detonatore che ha messo definitivamente in crisi la democrazia facendo riaffiorare, in modo dirompente, quei sentimenti che credevamo sopiti. Da qualche anno stiamo assistendo, in Europa e nel mondo, alla nascita di forti pulsioni autoritarie che trovano nelle disuguaglianze del pianeta il lievito della loro diffusione. Si voglia chiamare fascismo o altro, l'Occidente dovrà imparare a combattere questa forma di autoritarismo plebiscitario comprendendone le cause, al più presto, perchè non c'é peggior dittatura di una finta democrazia. 


  • 08
  • Apr

Salvini e l'inconfessabile obiettivo di uscire dall'Europa, di Antonio Dostuni

L'alleanza di Salvini con AFD, con Marine Le Pen e con i movimenti xenofobi austriaci, danesi, finlandesi, belgi e catalani conferma che il vero disegno di Salvini é quello più volte dichiarato da Borghi: uscire dall'euro per poi uscire dall'Ue. Forte del suo crescente consenso, da qualche tempo Salvini ha iniziato gradualmente a rivelare i suoi propositi. Lo fa con passo felpato, con la circospezione imposta dalla consapevolezza di non poter fare a meno di un alleato forte e prezioso come Berlusconi di cui sarebbe delittuoso sottovalutare la potenza mediatica. Per queste ragioni Di Maio ha iniziato a prendere le distanze da Salvini. 


  • 01
  • Apr

Un governo del cambiamento con un alleato conservatore? di Antonio Dostuni

Matteo Salvini ha chiamato a raccolta tutto quel pezzo di società italiana che, avvertendo una profonda inquietudine per il proprio futuro, tende a provare una grande nostalgia per il passato. L'ostilità contro l'Ue, la voglia di tornare alla lira, la paura per gli immigrati, il ricorso incontrollato al debito pubblico, la battaglia contro le unioni civili e, come si é visto a Verona, perfino contro il divorzio e l'aborto, rappresentano il segnale, forte ed inequivocabile, di una politica che usa il sovranismo per occultare la sua vocazione retriva e profondamente reazionaria.


  • 27
  • Mar

La crisi dei partiti e la nascita del fascismo, di Emilio Galli

Esattamente un secolo fa, e cioè il 23 marzo 2019, in Piazza San Sepolcro a Milano, nacquero i Fasci di combattimento.Ritenuto un rinnegato dai socialisti per il suo appoggio alla guerra, osteggiato dai conservatori per il suo passato di agitatore rivoluzionario, attraverso le pagine del suo giornale “Il Popolo d’Italia”, Mussolini tenta di cavalcare il malcontento derivante dalla situazione economica del paese. Graie al sostegno economico di alcuni gruppi industriali (in particolare, dall’Ansaldo), in data 1 agosto 1918 il giornale cambia sottotitolo: non più “quotidiano socialista”, ma “organo dei combattenti e dei produttori”.


  • 25
  • Mar

Non siamo un popolo razzista ma potremmo diventarlo, di Antonio Dostuni

C'è una domanda che ogni italiano dovrebbe porsi: siamo diventati un popolo razzista? Si tratta di un interrogativo che mette a dura prova la coerenza di molti cittadini dabbene, che lavorano onestamente, si dedicano alla famiglia e alla sera vanno a letto evitando, per comodità, di porsi simili domande: come diceva Longanesi, “quando si bussa alla loro coscienza, fingono di non essere in casa”. Inutile nasconderlo, nel nostro paese il razzismo esiste ed é sempre esistito: non ammetterlo é solo ipocrisia. Il fatto che sia ancora un fenomeno minoritario non ci deve indurre a sottovalutarne la portata visto che sono state le minoranze a fare la storia: Unità d'Italia, fascismo, Resistenza e, se vogliamo, il '68.


  • 20
  • Mar

Parlare di immigrati per non parlare delle vere emergenze del paese, di Antonio Dostuni

Con una straordinaria abilità comunicativa, Matteo Salvini ama presentarsi come l'Angelo Vendicatore sceso sulla terra per rendere giustizia ai poveri fingendo di ignorare che le vere cause della rabbia esistente nel paese restano le gravi disuguaglianze sociali e territoriali. Mai una parola su questo tema che, per un governo serio, dovrebbe avere la priorità assoluta su ogni altra questione. Fin dal suo esordio come ministro degli Interni, Matteo Salvini ha continuato ad alimentare l'immagine di un paese invaso da immigrati che, come dimostrano le cifre, non é mai esistito nella realtà.


  • 11
  • Mar

La favola del movimento post-ideologico, di Antonio Dostuni

Di Maio dovrebbe chiedersi perchè gli elettori di destra hannp accolto con favore il decreto-sicurezza, la flat tax, la legge sulla legittima difesa: semplicemente, perchè si tratta di tre provvedimenti di destra. Già solo questo dimostra la fragilità identitaria di un movimento che ambisce a definirsi post-ideologico tutto proteso ad abbracciare in modo ecumenico gli elettori di destra e di sinistra mediante la narrazione mitologica di un'aristocrazia composta da uomini onesti e virtuosi. 


  • 04
  • Mar

Nella prima Repubblica i politici facevano affari, oggi gli affaristi fanno politica, di Antonio Dostuni

Oggi tanti giovani entrano in politica non per passione o per senso del bene comune. Senza un minimo di cultura politica, entrano per mero carrierismo, giusto perchè la politica propizia visibilità, relazioni, conoscenze che possono tradursi in opportunità o vantaggi professionali. La verità é che c'è alcuna differenza tra “rivoluzione liberale”, “rottamazione” e “governo del cambiamento”. Si tratta solo di stucchevoli slogan che hanno un denominatore comune, quello di nascondere quel grande vuoto culturale da cui nasce la crescente disaffezione del cittadino per la politica.


  • 25
  • Feb

Una domanda a Luigi Di Maio, di Antonio Dostuni

Per i 5 Stelle il contratto di governo con la Lega aveva la finalità di infliggere il colpo di grazia al “patto del Nazareno” che avrebbe consentito a Berlusconi una sopravvivenza politica di cui Matteo Renzi sarebbe stato il garante. Beffardamente, l'approdo finale di questo governo sarà l'avvento di una destra ancora più forte che ha solo rovesciato al proprio interno i rapporti di forza tra la componente liberista di Forza Italia e quella populista della Lega. La domanda, quindi, da porre a Luigi Di Maio risulta semplice, elementare e, perfino, banale: cui prodest, cioè, a chi giova realmente il contratto di governo con la Lega?