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  • 21
  • Giu

Giugno 1918, l’Italia resiste e si avvicina la vittoria, di Emilio Galli

Dopo la disfatta di Caporetto nell’ottobre del 1917, gli italiani avevano fermato l’avanzata austriaca sulla linea del fiume Piave- Monte Grappa. Il generale Cadorna era stato sostituito dal generale Diaz che si dimostra più duttile e adeguato di fronte all’emergenza. La guerra da offensiva diventa difensiva, gli italiani comprendono che è in gioco il futuro del nostro Paese, per cui si sentono motivati a resistere. 


  • 18
  • Giu

Matteo Salvini finge di dimenticare che.., di Antonio Dostuni

Sarebbe utile rammentare che fu il governo Berlusconi, nel 2003, ad accettare la regola secondo cui sarebbe spettato agli Stati di primo approdo la competenza sulla domanda di asilo dei profughi. Non solo. Fu lo stesso Berlusconi a volere, nel 2002, la sanatoria di 700 mila clandestini e, nel 2009, la sanatoria di altri 200 mila. Si tratta di fatti incontrovertibili per confutare i quali risulta grottesca e artificiosa la distinzione tra profughi (che andrebbero accettati) e immigrati clandestini (che andrebbero respinti). Matteo Salvini finge di ignorare tutti questi precedenti che inchiodano il suo partito alla grave responsabilità di non aver saputo dare una risposta, tanto quanto i governi di sinistra, all'emergenza umanitaria di questi anni.


  • 15
  • Giu

La roccaforte di Putin, di Marco Corno

Negli ultimi anni la Russia è tornata a ricoprire un ruolo fondamentale all’interno dell’ordine Internazionale per porre un freno agli errori commessi dall’Occidente nello scenario mediorientale e ucraino. L’attuale progetto geopolitico di Vladimir Putin si potrebbe definire euroasiatico, finalizzato alla difesa dei confini nazionali e degli interessi di Mosca e dei suoi alleati da qualsiasi tentativo di destabilizzazione


  • 14
  • Giu

Storia del prestinaio generoso con i poveri, di Emilio Magni

In un antico paese alto brianzolo ha chiuso anche l’ultimo negozio che era rimasto aperto nella desolazione di antiche case ormai abbandonate. Questo è evento molto triste perché era carica di storia la pur piccola bottega di alimentari. Apriva da oltre 120 anni ed era sempre appartenuto alla stessa famiglia i cui discendenti se l’erano tramandato con passione e impegno, lavorando bene, con profitto buono fino a una trentina d’anni fa. Vendevano pane, salumi, ma anche tante altre cose che servono alla casa: come devono essere gli empori degli  agglomerati urbani fuori mano.


  • 11
  • Giu

Perché é germogliato il seme populista, di Antonio Dostuni

Esiste una parte rilevante del paese che, spaventata dalla povertà incombente, avverte l'irrefrenabile desiderio di tornare ad avere una speranza, anche a costo di sognare. Questo é ciò che é mancato alla politica, cioè, la capacità di ridare una speranza a quella parte di società civile che si è vista progressivamente relegata ai margini di un mercato regolato dalle “bronzee”, spietate leggi dell'economia. Se è vero, quindi, che Salvini e Di Maio non possono essere la soluzione dei nostri mali, sicuramente ne rappresentano una spia, un segnale che la politica ha sottovalutato facendo colpevolmente germogliare il seme populista.


  • 09
  • Giu

L'intraprendente diplomazia di Papa Francesco, di Marco Corno

Oltre a risvegliare la coscienza dei cattolici e la speranza delle persone più povere, papa Francesco ha lanciato una grande riforma interna ed esterna della Chiesa cattolica. Dal punto di vista interno, papa Bergoglio vuole portare la periferia del mondo in Vaticano nominando preti e vescovi provenienti dalle zone più remote del globo dove la miseria e la povertà regnano sovrane come l’Indonesia, Haiti e Sri Lanka.


  • 04
  • Giu

Il rischio di una crescente subalternità dei 5 Stelle alla Lega, di Antonio Dostuni

La lunga gestazione del nuovo governo consente di fare chiarezza sulle affinità esistenti tra Lega e 5 Stelle che una parte rilevante dell'elettorato progressista ha incautamente sottovalutato. Si tratta di un errore di interpretazione che era già stato commesso con la Lega degli esordi e che, oggi, si è ripetuto con il Movimento 5 Stelle, ritenuto, alla vigilia del voto, una “costola della sinistra”, secondo l'infelice definizione di D'Alema. Capiremo presto quanto la base del Movimento 5 Stelle sia permeata degli stessi valori della base leghista che, da tempo, ha sviluppato una spiccata vocazione sovranista e anti-europea.


  • 28
  • Mag

La battaglia prossima ventura sarà tra europeisti e anti-europeisti, di Antonio Dostuni

Con la caduta del comunismo abbiamo creduto al definitivo trionfo della democrazia liberale e della “società aperta”. Era questo il clima culturale che si respirava in Europa agli inizi degli anni Novanta quando gli Stati decisero, con la firma del “famigerato” Trattato di Maastricht, di gettare le basi dell'unione monetaria. Tutti ricordiamo il clima di euforia che ci fu in Europa la notte di Capodanno del 2001 che segnò l'esordio dell'euro nelle tasche dei cittadini europei. Che cosa è successo di così traumatico da scatenare la rabbia dei popoli contro l'Unione europea?


  • 26
  • Mag

Siamo posseduti da ciò che possediamo? Una riflessione sul denaro

L’argomento “denaro” è stato trattato nel corso del tempo da molte angolazioni, essendo così importante nella vita degli esseri umani. E non è certo un argomento che rimane circoscritto all’economia e alla finanza. La religione, la filosofia, la psicologia, la sociologia ed altre discipline non possono eluderlo e non lo hanno fatto. Come diceva Schopenhauer, siamo posseduti da ciò che possediamo. 


  • 21
  • Mag

Lega - 5 Stelle, un contratto scritto sull'acqua, di Antonio Dostuni

Gli estensori del contratto sanno bene che é un accordo scritto sull'acqua, un vezzoso florilegio di desideri irrealizzabili, la promessa di un eldorado impossibile da attuare. Il vero obiettivo di Lega e 5 Stelle, pertanto, è di lanciare una grande sfida all'Europa per cui, quando Di Maio sostiene che questo governo "riscriverà la storia", significa che stiamo per entrare in una fase di grandi tensioni con la tecnocrazia di Bruxelles sulla quale il prossimo governo scaricherà, prevedibilmente, tutte le responsabilità per la mancata realizzazione delle promesse contenute nel contratto.