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  • 05
  • Giu

Il fascino del ciclismo e gli insulti della tecnologia, di Emilio Magni

E’ passato qualche giorno dalla conclusione di quest’ultima bella edizione del Giro d’Italia, ma tra le tante immagini cariche di emozioni che, da grande  seiveur in poltrana, mi sono rimaste, quella che più mi commuove è la vista del corridore bagnato fradicio, tra la pioggia e la nebbia, in cima al mitico Mortirolo, ghermire il giornale da uno spettatore. L'arcaico e ancora attuale gesto era necessario per proteggersi dal freddo in vista dell’imminente discesa. Altri girini agghiacciati hanno beneficiato di un giornale a loro offerto in cima alla salita.


  • 03
  • Giu

Matteo Salvini e quella battuta di Woody Allen, di Antonio Dostuni

Dopo la scoppola elettorale, il Movimento 5 Stelle sarà costretto a dipanare le ambiguità su tutti quei temi che il contratto di governo ha voluto eludere ma su cui il suo elettorato oggi si attende  una risposta. Su Europa e immigrazione, ad esempio, quali sono le differenze con la Lega di Salvini? Sul versante opposto, il Partito democratico dovrà capire che, per salvare l'Europa, occorre saper spiegare l'utilità delle sue regole, per noi e per le generazioni che verranno. In caso contrario, sarà difficile battere Salvini perchè, in fondo, ogni cittadino si ispira a quella celebre battuta di Woody Allen: “Perché dovrei preoccuparmi dei posteri, che cosa hanno fatto i posteri per me?”.


  • 27
  • Mag

Il reato di abuso d'ufficio nel paese delle tangenti e delle raccomandazioni, di Antonio Dostuni

Nell'immaginario collettivo il vizio endemico di cercare favori o protezioni é talmente radicato da essere vissuto come un veniale peccatuccio da scafati furbacchioni che sono soliti dividere il mondo in furbi e in fessi dove, naturalmente, i fessi sono sempre gli altri. La nostra quotidianità é costellata di episodi in cui soccombe il merito e prevale il privilegio: siamo assuefatti e rassegnati, senza più alcuna capacità di indignarci davanti alle devianze, piccole e grandi, di una politica che spesso tende a servirsi del cittadino fingendo di servirlo. La fuga dei cervelli é la conseguenza della resistenza dei pochi a piegarsi alla logica perversa dei tanti.


  • 20
  • Mag

Il populismo come arte di agitare il popolo prima dell'uso, di Antonio Dostuni

La crisi ha modificato in profondità l'identità collettiva di un paese che guarda al futuro con disincanto e amarezza. In passato ignoravamo cosa fosse l'invidia sociale e perfino la classe politica poteva godersi i suoi privilegi nell'indifferenza generale. Oggi, il sentimento dominante sembra essere il risentimento e, al posto della solidarietà per i più deboli, ha avuto il sopravvento quella che i tedeschi chiamano “Schadenfreude”, cioé la gioia per le disgrazie altrui: davanti al naufragio e alla morte di tanti naufraghi, non proviamo alcuna vergogna nell'avvertire sollievo.


  • 15
  • Mag

Oronzo Pugliese, l'Antimago, di Maurizio Fierro

Giornalista: “Pensa di avere fatto una magia, oggi, battendo i Campioni del mondo dell’Inter?”
Oronzo Pugliese sorride, fruga nelle tasche della giacca, in quelle dei calzoni, si guarda le mani e torna a sorridere. “La bacchetta magica l’ho dimenticata a casa”, dice. Prima modesto giocatore, poi eccentrico allenatore, Pugliese ha consentito alla sua macchietta di caratterizzare una saga proseguita su grande schermo con la maschera di Oronzo Canà, protagonista del film “L’allenatore nel pallone”, interpretato da Lino Banfi e diretto da Sergio Martino. Ma, come spesso accade nelle produzioni seriali, c’è un prequel.


  • 13
  • Mag

La sponda che manca ai 5 Stelle, di Antonio Dostuni

 Negli ultimi tempi Di Maio sembra aver capito che é arrivato il momento di distinguersi dalla Lega il cui crescente radicalismo rischia di avvelenare il paese conducendolo ad una visione antagonista dominata dalla paura e dal rancore. Se Luigi Di Maio intende recuperare il terreno perduto, dovrà marcare questa differenza identitaria creandosi una sponda in grado di conferirgli quella libertà di manovra di cui dispone largamente il suo alleato il quale, in un futuro prossimo, non esiterà a dargli il benservito per riabbracciare i suoi antichi sodali. Piaccia o no, per i 5 Stelle quella sponda si chiama Partito democratico. 


  • 18
  • Apr

Aprile 1849: 170 anni dalle insurrezioni nelle piccole città di Brescia, Genova e Como, di Emilio Galli

Nel Risorgimento italiano i contadini (la maggioranza della popolazione) furono per lo più estranei ai processi rivoluzionari, la guida del movimento nazionale era in mano alla borghesia moderata, in buona parte proprietari terrieri, che desideravano unificare la penisola, ma non volevano innescare rivolte popolari nelle campagne. I democratici come Mazzini avrebbero voluto una rivoluzione popolare, ma erano per  lo più borghesi delle città, per cui non riuscirono a mettersi alla testa del malcontento contadino.  T


  • 16
  • Apr

L’Ajax come eterno ritorno, di Maurizio Fierro

Fin in dai tempi in cui i lancieri affrontavano e battevano squadroni blasonati come il Real Madrid, il Liverpool o il Benfica. Ancor prima dei successi e della gloria arrivate con le tre Coppe dei Campioni consecutive conquistate nei primi anni Settanta. Già: la sfrontataggine. Che poi vuol dire avere nel Dna quel non so che, chiamiamola lucida consapevolezza, che ti permette di cavartela sempre. Perché se devi inventarti la Compagnia Olandese delle Indie Occidentali per andare in giro per il mondo a cercare terre più coltivabili della tua, che è sotto il livello del mare, poi un po’ di sana sfacciataggine ti cresce, dentro.


  • 15
  • Apr

Prima di essere un sistema politico, la democrazia é un modo di essere, di Antonio Dostuni

L'impoverimento di massa degli ultimi anni é stato il detonatore che ha messo definitivamente in crisi la democrazia facendo riaffiorare, in modo dirompente, quei sentimenti che credevamo sopiti. Da qualche anno stiamo assistendo, in Europa e nel mondo, alla nascita di forti pulsioni autoritarie che trovano nelle disuguaglianze del pianeta il lievito della loro diffusione. Si voglia chiamare fascismo o altro, l'Occidente dovrà imparare a combattere questa forma di autoritarismo plebiscitario comprendendone le cause, al più presto, perchè non c'é peggior dittatura di una finta democrazia. 


  • 08
  • Apr

Salvini e l'inconfessabile obiettivo di uscire dall'Europa, di Antonio Dostuni

L'alleanza di Salvini con AFD, con Marine Le Pen e con i movimenti xenofobi austriaci, danesi, finlandesi, belgi e catalani conferma che il vero disegno di Salvini é quello più volte dichiarato da Borghi: uscire dall'euro per poi uscire dall'Ue. Forte del suo crescente consenso, da qualche tempo Salvini ha iniziato gradualmente a rivelare i suoi propositi. Lo fa con passo felpato, con la circospezione imposta dalla consapevolezza di non poter fare a meno di un alleato forte e prezioso come Berlusconi di cui sarebbe delittuoso sottovalutare la potenza mediatica. Per queste ragioni Di Maio ha iniziato a prendere le distanze da Salvini.