BLOG


  • 25
  • Nov

Ascoltare i giovani serve a capire il mondo che cambia, di Antonio Dostuni

C'è qualcosa di profondo che si è rotto nella nostra società di cui la crisi economica ha sconvolto convinzioni, certezze e modi di pensare. In passato c'era una sorta di rassegnazione atavica ad accettare le storture e le ingiustizie sociali e, infatti, come i padri, i figli neppure si accorgevano dell'incompetenza di un professore, di un medico, di un avvocato o di chiunque rivestisse un ruolo di prestigio. Oggi non è più così. I nostri giovani sono innegabilmente più scafati e si sono accorti di vivere in un paese ingiusto, vecchio e malato, dal quale non potranno attendersi né un lavoro, né una pensione. Hanno capito da un pezzo che li abbiamo traditi. Per questo dovremmo avere il buon gusto di tacere e di ascoltarli, per una volta. 


  • 20
  • Nov

16 novembre 1919: le prime elezioni politiche dopo la I guerra mondiale, di Emilio Galli

Nel novembre del 1916 si tengono le prime elezioni politiche dopo la tragedia della I guerra mondiale. La situazione politico-sociale del Paese è confusa e fragile. Le trattative di pace si sono concluse in modo insoddisfacente, l’Italia ha ottenuto il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, ma non la Dalmazia ed è esclusa dalla spartizione delle colonie tedesche. I nazionalisti insorgono contro il “tradimento” degli alleati con lo slogan della “vittoria mutilata”. Il Presidente del Consiglio Orlando deve lasciare l’incarico a Nitti, un economista di valore, ma politicamente inadatto a governare un Paese sottoposto a forti tensioni interne.


  • 18
  • Nov

Le disuguaglianze sociali sono la linfa vitale del populismo, di Antonio Dostuni

Il c.d. “coefficiente di Gini”, chiamato anche Indice di Concentrazione, rappresenta la misura utilizzata dagli esperti per descrivere le disuguaglianze di reddito e l'iniqua distribuzione della ricchezza in tutti i paesi. Il coefficiente di Gini ha dimostrato efficacemente che, senza un adeguato sistema di protezione sociale, il nostro paese non è in grado di uscire dalle secche di una crisi che a molti italiani appare senza fine. Per salvare la democrazia dalle insidie del populismo occorre reinventarsi un modello sociale in grado di restituire al cittadino la serenità perduta. Già, la serenità: è proprio questo il vero, grande nemico dei populisti.   


  • 14
  • Nov

L’autostrada e il "non luogo" Superstar, di Fabrizio Fogliato

Quando è chiuso nell’abitacolo l’individuo condivide il “non luogo” della strada (autostrada) in mezzo ad altri nelle stesse condizioni: si sente valorizzato se l’automobile che “indossa” lo fa emergere dal gruppo, potenziato nelle sue prerogative e nell’esercizio del suo potere “personale” in funzione di marchio, cilindrata e dimensioni della vettura. Il “non luogo” dell’autostrada e la semantica antropologica applicata all’automobile sono i due tratti distintivi con cui vengono cantati nel cinema gli italiani in autostrada:  immortalati nell’archetipo paradigmatico  de Il sorpasso (1962) di Dino Risi. (segue)


  • 13
  • Nov

Quel vizio antico di essere contro lo Stato, di Antonio Dostuni

Il capolavoro di Matteo Salvini consiste in un'operazione che ha visto la Lega trasformarsi in una forza bifronte che riesce sapientemente a coniugare il nazionalismo con l'autonomismo grazie a quel collante che la destra italiana ha già collaudato negli anni dei fasti berlusconiani: l'anti-statalismo che, ridotto in pillole, altro non è che quella pervicace, incontenibile fobia per un fisco che, a torto o a ragione, storicamente molti italiani ritengono iniquo e vessatorio. Nel solco di questa tradizionale avversione per lo statalismo, ossessivamente celebrato dal Cavaliere come “comunismo”, Salvini ha saputo inventarsi, in modo spregiudicato, un additivo politico di chiara matrice lepenista: la lotta contro gli immigrati.


  • 04
  • Nov

C'è stato un tempo in cui la libertà dei popoli era un valore, di Antonio Dostuni

Tutti dovremmo ricordare lo sdegno con cui abbiamo guardato, per decenni, le dittature comuniste, le teocrazie islamiche, i regimi militari in Sudamerica. Ci indignavano le repressioni, spesso feroci, di operai, studenti, intellettuali, che invocavano le libertà civili, quelle libertà che, presenti nelle nostre costituzioni, ci rendevano fieri. Ci sono immagini che hanno solcato in modo indelebile la mente di ogni cittadino occidentale: i carri armati sovietici a Budapest e a Praga, Jan Palach avvolto dalle fiamme, piazza Tienanmen, le foto di migliaia di “desaparecidos” argentini. Democrazia, libertà, solidarietà, erano queste le parole che le nuove generazioni ascoltavano in famiglia, a scuola, in parrocchia, nei partiti.


  • 30
  • Ott

Halloween (2018), di Maurizio Fierro

Nel 1978 un giovane regista indipendente di New York, John Carpenter, dirige "Halloween". Da quel momento, anche il pubblico italiano comincia a familiarizzare con la versione americanizzata della festività' del folklore celtico risalente all’antica ricorrenza pagana di Sam-hain. Il film, e la saga cinematografica che ne seguirà, contribuiranno ad alimentare la nostra paura ancestrale verso l'"ostile", l’Uomo Nero che si cela nelle tenebre...proprio come il protagonista della serie, Michael Myers che, a distanza di quarant’anni, torna a inquietare i nostri sogni.


  • 28
  • Ott

Come nasce l'egemonia culturale del salvinismo, di Antonio Dostuni

La sinistra continua a cadere nell'errore di apparire élitaria, salottiera, schifiltosa, perfino antipopolare. Non ha alcun senso parlare con sussiego di “fiscal compact”, di “spread” o di “cuneo fiscale” senza mai porsi il dubbio della comprensione di chi ascolta. La capacità di Matteo Salvini è quella di parlare come parla la gente, senza preoccuparsi di quel garbo che la sinistra tende a sopravvalutare dimostrando di aver perso il polso di una società che il web e la tv hanno profondamente trasformato. La sinistra non è più in grado di farsi capire e, paradossalmente, finisce per avere torto anche quando ha ragione.


  • 23
  • Ott

Siria: la porta degli imperi, di Marco Corno

L’invasione della Turchia di questi giorni rappresenta l’ennesima ambizione di droit de regard della regione a cui si accompagna una forte frammentazione del sistema Sykes-Picot (1916). La Turchia ambisce a “restaurare” un ruolo neo-ottomano in tutto il Medio Oriente ricalcandosi un proprio enclave esclusivo all’interno del quale esercitare la massima autorità. Durante la Guerra Fredda, Ankara era stata relegata a stato cuscinetto stricto sensu in funzione anti-sovietica con la sua entrata nella NATO durante il Consiglio di Ottawa (1952) insieme alla Grecia.


  • 21
  • Ott

Le disuguaglianze sociali sono un grave pericolo per la democrazia, di Antonio Dostuni

Per decenni abbiamo accettato come un fatto costitutivo delle democrazie l'abnorme divario di ricchezza esistente tra classi sociali. Siamo stati educati a ritenere perfino normale che 42 persone (quarantadue!) possiedano una ricchezza pari a quella di 3,7 miliardi di persone o che l'1% più ricco della popolazione mondiale possieda quanto possiede il restante 99%. Oggi risulta chiaro a tutti che, aver confuso democrazia e capitalismo, è stato solo un espediente per sottrarre l'economia al controllo della politica evitando di disciplinare un rapporto che, oggi più che mai, ha urgente bisogno di regole. Di quelle regole che, piaccia o no, spetta solo alla politica determinare.