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  • 17
  • Feb

Basta rimpiangere la prima Repubblica: è da lì che nascono i guasti di oggi, di Antonio Dostuni

C'è sempre la tentazone di scaricare sui nostri giovani quel senso di colpa che, in realtà, dovremmo avere noi adulti per averli traditi. Eppure basterebbe poco per ricordarci come eravamo “veramente”, senza quella patetica mitologia che tende a perpetuare l'immagine di un paese che non è mai realmente esistito. Questo breve florilegio potrebbe aiutarci a rinfrescare la memoria propiziandoci quel pò di vergogna che sarebbe utile provare ogni tanto. Ciascuno di noi dovrebbe dire ai propri figli: sapete perché oggi la sanità costa tanto? Perché in passato ogni famiglia italiana possedeva un armadio traboccante di farmaci che, periodicamente, venivano accumulati e gettati via: tanto, quei farmaci erano gratis. E poi, sapete perchè (...)


  • 12
  • Feb

Il doppio ciclo del Milan di "paron" Rocco e Gianni Rivera, di Fabiano Ghilardi

I favolosi Anni Sessanta verranno ricordati anche per l'egemonia della Milano calcistica in ambito nazionale e mondiale. Il "Milan di Rocco" e la "Grande Inter" hanno scritto indelebili pagine di storia del calcio e riempito gli albi d'oro delle competizioni più prestigiose senza soluzione di continuità, proiettando il capoluogo meneghino ai vertici dell'Italia prima, dell'Europa poi e, infine, del mondo intero. Una delizia per i tanti tifosi che riempivano costantemente gli stadi o si radunavano nei bar intorno ad un nuovo apparecchio – ancora senza colori – che, pian piano, stava entrando nella vita di tutti: il televisore. 


  • 10
  • Feb

Il "grande centro" resta solo un grande sogno, di Antonio Dostuni

Il quadro politico, da tempo, denota una serie di incognite sulle quali sarebbe utile riflettere al fine di interpretare le traiettorie che i due schieramenti vorrebbero imprimere alla politica italiana. Sotto la minaccia incombente di una vittoria trionfale di Salvini, la politica italiana continua ad agitarsi nella spasmodica ricerca di un'alternativa in grado di prescindere dai 5 Stelle. La costruzione  di un “grande centro” rappresenta più una suggestione che una soluzione perché, inutile nasconderlo, solo un uomo potrebbe favorirne la nascita: Silvio Berlusconi. Piaccia o no, senza Forza Italia, o quel che ne rimane, il “grande centro” resterà solo un grande sogno. Renzi e Calenda se ne facciano una ragione.


  • 07
  • Feb

L'ottava meraviglia di Nole a Melbourne, di Fabiano Ghilardi

Il Re sembrava caduto, evviva il Re! Il serbo Novak Djokovic si è aggiudicato l’Australian Open 2020, prima prova del Grande Slam, sconfiggendo l’austriaco Dominic Thiem al termine di cinque set altalenanti. A dirla tutta, a metà partita pareva ormai che il destino dell’incontro fosse segnato e indirizzato verso l’austriaco: sul punteggio di un set pari e 4-0 per Thiem nel terzo parziale il campione in carica sembrava essere lontano anni luce dall’avversario. Forse fiaccato da un problema fisico, che ha richiesto un time-out medico, Djokovic appariva totalmente in balìa di Thiem, atleticamente e tatticamente.


  • 03
  • Feb

Riforma della prescrizione: sgombrare il campo dai garantisti furbi e dai giustizialisti forcaioli, di Antonio Dostuni

La riforma della prescrizione rappresenta un tema delicato sul quale un paese civile dovrebbe aprire un confronto con il dovuto equilibrio sul presupposto che, se è giusto non esporre il cittadino ad un processo senza fine, parimenti non si può fingere di ignorare l'importanza di alcuni dati, palesemente incongrui. Si tratta di dati ufficiali, forniti dalla Direzione generale di Statistica e analisi organizzativa del Ministero della Giustizia, da cui si evince, ad esempio, che nel 2017 ci sono state 125.659 sentenze di prescrizione (pari al 12% di tutti i procedimenti di quell'anno), cifra in crescita rispetto ai 111.140 del 2016 (l’anno peggiore è stato il 2009 con 155.642 processi interrotti dalla prescrizione).


  • 27
  • Gen

Quella casta occulta e il teatrino della politica, di Antonio Dostuni

La fotografia della casta politica è lì da vedere, con i suoi vizi e le sue miserie che tutti conosciamo. Di contro, sappiamo ben poco di quella seconda casta che, come un gigantesco “panopticon”, è in grado di condizionare la politica e di presidiare saldamente i santuari del potere. Si tratta di una immane sovrastruttura che si compone di leader veri, sempre defilati, silenziosi, lontani da quei riflettori che, invece, lusingano i finti leader della politica, resi innocui dal loro frivolo narcisismo. Per questa ragione non dovremmo prendere troppo sul serio il teatrino della politica italiana: perché si compone di attori e pataccari. I registi sono altrove.  


  • 22
  • Gen

In memoria del partigiano Teresio Olivelli, di Emilio Galli

Ci sono momenti nella vita in cui la storia mette le persone di fronte a delle scelte che implicano radicali trasformazioni, momenti in cui bisogna trovare il coraggio di cambiare, non tutti ci riescono e talvolta i destini si dividono e si prendono strade che possono portare in direzioni opposte e contrarie. E’ quello che successe dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943, per diversi italiani s’impose la scelta tra il servire i nazifascisti o passare nelle file della Resistenza. Oggi tutto ci sembra chiaro, ma allora c’era parecchia confusione, molti semplicemente cercarono di “salvarsi”, di sopravvivere con i propri famigliari.


  • 20
  • Gen

Il problema delle democrazie? Coniugare sicurezza ed equità sociale, di Antonio Dostuni

Il tema delle disuguaglianze sociali rappresenta uno dei temi più dibattuti degli ultimi mesi che ha soppiantato il tema della sicurezza. Molti fingono di non capire che si tratta di temi strettamente correlati che, in un paese normale, dovrebbero preoccupare qualunque governo. Le statistiche, infatti, dimostrano che esiste un chiaro nesso causale tra disparità sociali e sicurezza che imporrebbe l'adozione di misure contestuali. Ma noi non siamo un paese normale e, per queste ragioni, ancora oggi vediamo la destra sottovalutare le gravi disuguaglianze sociali esistenti nel paese e, di contro, la sinistra ignorare i gravi problemi di ordine pubblico che minano la tranquillità del cittadino.


  • 14
  • Gen

Uso dei droni e soft power: ecco la nuova strategia militare Usa, di Antonio Dostuni

Come i kamikaze, anche i droni rappresentano un'arma non convenzionale destinata a cambiare definitivamente i connotati della guerra. Risulta fin troppo chiaro che il presunto disimpegno degli Usa, di cui si è favoleggiato in questi anni, durante i quali abbiamo dato per scontato l'immagine di una potenza stanca e dai forti pruriti isolazionisti, rappresenta solo una bufala colossale. Chi pensava che, con Donald Trump, l'amministrazione americana avrebbe ridimensionato la propria presenza nelle zone calde del pianeta, non aveva intuito che c'era in atto solo un profondo cambiamento nella strategia militare.


  • 07
  • Gen

Chiedi chi era "l'Orso del castello", di Fabiano Ghilardi

Bjorn Borg irruppe nel mondo del tennis professionistico all’inizio della stagione 1973. Il suo impatto – in uno sport che stava vivendo anni di assestamento dopo che, solo cinque anni prima, era finalmente crollato l’invisibile muro che divideva dilettanti e professionisti dando vita alla cosidetta “Era Open”– fu devastante sotto molteplici aspetti: nello stile di gioco, nell’atteggiamento dentro e fuori dal campo, nella continuità di risultati. Negli anni Settanta del XX secolo il tennis stava lentamente abbandonando l’erba e gli schemi di attacco. Il progressivo aumento di tornei su superfici lisce e regolari (terra, cemento, sintetico) portò inevitabilmente alla nascita di nuove tattiche di gara in aperto contrasto con i secolari schemi del Lawn Tennis.