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  • 13
  • Lug

Opere pubbliche, un film già visto, di Antonio Dostuni

Il cittadino italiano è talmente assuefatto alle devianze del sistema degli appalti pubblici che, anche in occasione dell'ultimo provvedimento del Governo, ha accolto con sprezzante indifferenza che un decreto denominato “Semplificazioni” si componesse beffardamente di 495 pagine, di 266 articoli e di una selva infinita di commi. Potrà, pertanto, sembrare paradossale ma il governo Conte si accinge a lanciarsi in un'avventura titanica senza che il cittadino sia in grado di dimostrare alcun tipo di aspettativa. Accade questo perché si tratta di un film già visto, dell'ennesimo déjà vu che accompagna il mesto declino di un paese che ci riporta ad una celebre battuta di Enzo Biagi: “In Italia, di legale, è rimasta soltanto l'ora legale”. Chi vivrà, vedrà.


  • 10
  • Lug

Racconto: Il fanciullo di Puglia (lu vagnone pugliese), di Franco Banfi

Venezia, 4 luglio del  1978 – Da quando Roberta Giose, in arte Colombina, aveva lasciato Venezia per beneficiare con le sue attenzioni l’industriale tedesco Jurgen Blin,  il malinconico avvocato Paolo Casanova trascorreva le cupe giornate sul molo Pier nel sestiere Castello,  con il mento appoggiato allo sterno e gli occhi chiusi.  Assente, incurante del mondo che lo circondava, sorreggeva una lenza senza esca, appoggiata al suo fianco come un cane fedele, riposava la traditrice bottiglia di Cabernet. Verso le diciannove guardò l’orologio e pensò che fosse troppo presto per cenare, ma non sapendo cos’altro fare si avviò con passo malfermo verso il Bacaro della Forcola. -segue-


  • 08
  • Lug

In morte di Ennio Morricone, il "Maestro", di Antonio Dostuni

Cosa siamo oggi noi italiani? Nessuno saprebbe rispondere a questa domanda. Siamo un paese dalle infinite maschere ma dai pochi volti. Da questa difficoltà discende, probabilmente, l'irrefrenabile tentazione di identificarci in questi grandi personaggi della storia del paese, di un paese senza volto che ha bisogno di “definirsi” proprio attraverso il volto di uno di loro. Ennio Morricone troverebbe strano vedere, oggi, ai suoi piedi tante persone così diverse da lui. In un paese di eroi, di santi e di navigatori, il Maestro rappresentava la figura del galantuomo. Come disse Pirandello, “é molto più facile essere un eroe che un galantuomo: eroi si può essere ogni tanto, galantuomini sempre”. Morricone lo è sempre stato. 


  • 07
  • Lug

Il magico itinerario brianzolo dei luoghi di Carlo Emilio Gadda, di Emilio Magni

Al già grande riconosciuto grande scrittore, Gadda,  dunque piacevano tanto due uova fritte, in “cirighén, quando sul tardo pomeriggio, degli anni “Trenta”  giungeva (raramente) a controllare come era la casa di Longone ed era accolto dal fedele e sorridente custode Rigamonti. Perché ogni volta queste due uova fritte e chiamate “in cirighèn”, secondo il dialetto milanese che Gadda piaceva e qualche volta adoperava? Quel “cirighén” veniva dalla somiglianza dei tondi tuorli, nel burro sfrigolante, alle chieriche che un tempo esibivano le nuche dei giovani parroci. 


  • 06
  • Lug

Il vittimismo, questo è il nostro grande problema, di Antonio Dostuni

Siamo un paese che non ha mai imparato a fare autocritica. Come nello sport, tendiamo a credere che sia sempre colpa di qualcun altro. In quest'ottica, il nostro impoverimento non sarebbe affatto da imputare agli errori del passato, ad una gestione allegra della spesa statale, ad un uso elettoralistico del debito pubblico. No, nulla di tutto questo: siamo più poveri per colpa della moneta unica, dell'Europa e, sopratutto, della Merkel e della Germania. Noi siamo un paese che storicamente ha convissuto in modo spensierato con un debito pubblico di dimensioni abnormi e vorremmo continuare a farlo con l'avallo degli altri paesi. Il problema è tutto qui. 


  • 02
  • Lug

Racconto: Coincidenze (I fantasmi di rue Ravignan), di Franco Banfi

Venezia, Maggio del  1968 - Quando il telefono trillò, l’avvocato Paolo Casanova aveva appena nascosto la bottiglia di grappa nel  terzo cassetto della scrivania. Guardò il pendolo e pensò – Le diese e vinti. Mona. Xè ‘na scianta prestesin par scomisiar a bevar (*) –. Era l’attempato avvocato Balsamo, quello che rraddoppiava le erre e non solo quelle, che lo chiamava da Erice - Carissimo Casanova che mi dice? – allora il Casanova tra lo sconsolato e l’incazz … – Buon giorno avvocato. Ma cosa vuole che le dica? E’ lei che mi ha chiamato! Mi dica lei. Se è per quel mio debituccio di gioco, le prometto che … - ma l’anziano avvocato non lo lasciò finire. SEGUE


  • 29
  • Giu

Quella paura del futuro da cui nasce il declino del paese, di Antonio Dostuni

Come accade nello sport, la grandezza di un paese dipende dal livello qualitativo del suo corpo sociale. Per esprimersi al meglio e vincere, anche i grandi campioni hanno bisogno di una buona squadra attorno a sé, cioè, di un tessuto connettivo di talenti che “parlano” la stessa lingua e sono accomunati da una medesima grammatica che si fonda sull'ambizione, sulla voglia di vincere e di migliorarsi (Messi e Ronaldo, da soli, non potrebbero mai vincere il campionato con la Spal). Fuor di metafora, il declino del paese è iniziato con il declino del cittadino medio che ha iniziato a coltivare una visione apocalittica del futuro vivendolo come un orizzonte pieno di insidie e non già di opportunità.


  • 25
  • Giu

Racconto: Matilda (Dead or alive), di Franco Banfi

December 31, 1963 10:46 p.m. Chicago, la città del vento. Intanto che i cittadini di Chicago avevano le gambe sotto il tavolo e si sentivano già alcuni botti in lontananza, dad Bartholomew indossò il berretto dei Chicago Bears,  intascò due bottiglie di spumante, mise in spalla un sacco di crocchette e insieme a Lenore si avviò verso il Norwood Park kennel (canile). Il vecchio Bartholomew camminava lentamente, perché anche per la sua compagna il tempo passava inesorabilmente e l’artrite l’aveva rallentata. SEGUE


  • 22
  • Giu

Problemi globali impongono soluzioni globali, di Antonio Dostuni

Finanza, immigrazione, terrorismo, inquinamento, multinazionali, protezione della privacy oppure tutela di marchi e brevetti e, non per ultimo, le pandemie. Sono  alcuni esempi di problemi sovranazionali destinati ad avere un grande impatto, sia nella vita dei cittadini che nell'economia dei paesi, per risolvere i quali risulta del tutto velleitario credere che ogni Stato possa “fare da sé”. Dunque, per la prima volta nella storia, tutti i popoli del pianeta si vedono costretti a prendere atto che esistono problemi che travalicano i confini nazionali e, per questa ragione, impongono una risposta che rende necessaria la costruzione di un ordine giuridico mondiale. 


  • 20
  • Giu

Finalmente si respira ma l'angoscia rimane, di Emilio Magni

Finalmente, dopo mesi di strizza, ho “tirato su un pochettino il fiato”. Peccando un po’ di presunzione penso di parlare anche a nome di tutti i vecchi come me: costretti, gonfi di paure e di angosce,  a dover vivere con quel mostro del coronavirus incombente e minaccioso, che sembrava essere lì sulla porta di casa. Confesso senza ombra di vergogna di aver passato momenti di grande spavento, orrore subdolo che ha dominato la mia vita. E’ stata questa la triste condizione di un ultra ottantenne, per giunta cardiopatico, che leggeva dei tanti morti, dei focolai di contagiati in continuo aumento, degli autocarri militari pieni di bare, dei medici e degli infermieri contagiati e vittime.