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  • 24
  • Lug

UN RACCONTO PER L’ESTATE: Pugile dell’anno, di Maurizio Fierro

"Il 12 agosto del 1982 il ventitreenne pugile messicano Salvador Sanchez sta guidando la sua Porsche 928 “S” nella notte messicana, con la sola musica dell’autoradio a fargli compagnia. In quell’estate del 1982 Sanchez è unanimemente considerato uno dei pugili più promettenti di tutto il panorama mondiale, ma sulla Mexican federal highway c’è un appuntamento col destino a cui non potrà sfuggire". Racconto tratto da "La Vita Oltre Il Ring", di Maurizio Fierro, edizioni Scatole Parlanti.


  • 23
  • Lug

Diritti fondamentali e Ray Charles, di Simone Difrancesco

La fortezza dei diritti umani fondamentali, edificata a seguito delle tragedie del ‘900 e celebrata nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, pare oggi vacillare: il loro riconoscimento - sulla scorta di una presa di coscienza, da parte dell’occidente, di un sentimento di «comune umanità» - in capo a ad ogni uomo in quanto uomo, ha avuto l'effetto collaterale di legittimare la rivendicazione di posizioni giuridiche peculiari, che esulano dall’idea di una base giuridica incoercibile comune.


  • 20
  • Lug

Gli inganni della mente, i limiti delle parole e il silenzio, di Fabrizio Santi

Agotso 2017, diario di viaggio. Quando sei sintonizzato su un determinato argomento, spesso capita che ti arriva sotto mano un libro, o anche più d’uno, che lo tratta nella direzione che ti interessa. Se poi casualmente (?) te ne capita più d’uno, anche se tra gli stessi non c’è un apparente collegamento, allora puoi dire che sei sulla lunghezza d’onda giusta per poter approfondire l’argomento stesso. Lasciamo da parte l’aspetto della casualità o presunta tale e concentriamoci sugli argomenti del titolo.


  • 19
  • Lug

Iran e Arabia Saudita, una nuova guerra fredda? di Marco Corno

Negli attuali eventi del Medio Oriente si tende a considerare l’Iran e l’Arabia Saudita come i due principali competitor della regione che cercano di espandere la propria influenza nelle zone limitrofe in perfetto stile da nuova guerra fredda, stante le apparenti affinità delle attuali vicende medio-orientali con quelle degli anni’50-60 del secolo scorso. Tuttavia, da un’attenta disamina emerge in modo macroscopico la lacunosità dell’approccio interpretativo di tali fenomeni.


  • 18
  • Lug

Ettore A. Albertoni e la chiesetta in cima al monte San Primo, di Emilio Magni

Forse nessuno, o appena qualche amico di Zelbio, sa che Ettore Adalberto Albertoni, grande personaggio che se n’è andato da poco, in questi ultimi anni si è impegnato con slancio e competenza per la ricostruzione di quella ardita chiesetta che, fino a un secolo fa si alzava in cima al Monte San Primo. Il “professore”, come da amico rispettoso lo chiamavo, ha pure scritto una assai dotta prefazione a un testo da me redatto per la pubblicazione di un libretto dedicato a questo piccolo e coraggioso tempio che guardava sull'infinito anfiteatro del Lario e della chiostra alpina delle Retiche.


  • 16
  • Lug

La paura degli immigrati serve ad occultare alcune verità, di Antonio Dostuni

In tutto l'Occidente stiamo assistendo all'inatteso ritorno di ideologie nazionaliste e xenofobe che trovano il consenso in larghi strati della società civile che vivono attanagliate dall'angoscia di tornare povere. Continuare ad imputare agli immigrati la responsabilità del nostro impoverimento costituisce, in realtà, un trucco che viene utilizzato per sottacere alcune verità su cui sarebbe utile riflettere. Ad esempio, secondo il celebre “rapporto Oxfam”, appena 42 persone (diconsi, quarantadue!) possiedono una ricchezza pari a quella di 3,7 miliardi di persone. Non solo. L'1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quanto possiede il restante 99%. Come se non bastasse, questo 1% continua ad arricchirsi in modo vertiginoso visto che l'82% dell'incremento di ricchezza degli ultimi due anni é finito nelle sue mani


  • 11
  • Lug

Ci piace consolarci vedendo perdere gli altri, di Emilio Magni

“Mannaggia”, che delusione per noi del frustrato e italico  popolo super fedele alla dea breriana “Eupalla”: inutile nascondere che, nell’intimo, si confidava proprio che, dopo Germania, Spagna Argentina e Portogallo, si fermasse anche la Francia. Invece i “cugini” vanno avanti. Inutile nascondere che questi campionati del mondo ci stavano ripagando un po’ della delusione dovuta all’assenza della nazionale italiana. 


  • 09
  • Lug

Uscire dall’Europa per tornare ad essere ricchi: verità o menzogna?, di Antonio Dostuni

L'ostilità di Salvini nei confronti dell'Europa ha una chiara connotazione ideologica che nulla ha a che vedere con l'emergenza umanitaria di questi anni che, di contro, viene strumentalizzata per alimentare la rabbia dei cittadino al quale viene raccontata la favola che, senza l'Europa (cioè, con i vecchi Stati-nazione), c'era ricchezza per tutti. In realtà, Salvini tende a nascondere una verità fondamentale: la ricchezza dei vecchi Stati non dipendeva dalla inviolabilità dei loro confini ma dal controllo dei mercati mondiali. Con l'irrompere di stati come Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica (i c.d. Brics), oggi, quel mondo, non c'è più. La nostalgia può anche portare voti ma non potrà aiutare certamente a vivere meglio. 


  • 02
  • Lug

Il gruppo di Visegrad come un kamikaze nel cuore dell'Unione, di Antonio Dostuni

Il ministro Salvini é troppo astuto per non capire che, rompere con l'Ue, significherebbe condannare il nostro paese all'isolamento internazionale, proprio come vorrebbe Putin. La storia e la geografia obbligano l'Italia ad una saggia interlocuzione con tutti quei paesi con i quali risulta opportuno coltivare e condividere una visione strategica comune. Il nostro paese, pertanto, ha bisogno di un governo autorevole in grado di lavorare, con equilibrio e realismo, per un'alleanza mediterranea con Malta, Grecia, Spagna, Portogallo e Francia, paesi ben lontani da quella visione eurofobica del gruppo di Visegrad che rappresenta un'alleanza che non ci appartiene, né sul piano storico, né sul piano culturale.


  • 26
  • Giu

A chi piace Matteo Salvini? di Antonio Dostuni

La grande abilità di Salvini é stata quella di aver dato un lessico comune a quella parte di società che, sentendosi soffocata dal “politically correct” della sinistra, non ha mai avuto il coraggio di esternare compiutamente i propri sentimenti di ostilità verso gli stranieri. Si tratta di quella stessa Italia che non esita ad accusare Papa Francesco di “catto-comunismo” per i suoi ricorrenti richiami alla solidarietà e alla giustizia sociale, parole ormai desuete e fuori dal tempo. C'è un'Italia che si compone di italiani per i quali può essere normale dirsi cattolici e, nel contempo, baccagliare contro immigrati e rom. Ieri, i terroni; oggi, gli immigrati.