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  • 20
  • Mar

Una lezione che ci cambierà profondamente, di Antonio Dostuni

Le nostre paure stanno mettendo in crisi non solo la nostra quotidianità ma un intero universo simbolico che si fonda sull'obbligo di una vita felice e sulla rimozione della morte. Ecco perché, “quando tutto sarà finito, nulla sarà più come prima”. Perché riscopriremo la normalità di essere uomini, quindi la precarietà della condizione umana davanti alla Natura che l'uomo si è illuso di piegare alle sue logiche di dominio. Come ebbe a scrivere Bauman in uno dei suoi ultimi libri, abbiamo creduto che nella modernità saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza e che le forze della natura si sarebbero arrese a noi, “noi che rappresentiamo le persone più al sicuro nella storia dell'umanità».


  • 17
  • Mar

Breve storia dei campionati finiti in modo anomalo, di Fabiano Ghilardi

La minaccia del CoViD-19 sconvolge il mondo intero e stravolge il regolare andamento di tutte le competizioni sportive che, con la loro differente stagionalità, scandiscono la vita di ogni appassionato. Il campionato di calcio di Serie A è stato sospeso. Al momento non si sa né quando riprenderà, né come riprenderà, nella speranza che la situazione generale migliori e ritorni la normale quotidianità. Dal 1898 al 2019 la battaglia per lo “scudetto” (anche se questo dannunziano simbolo distintivo della squadra Campione d’Italia nacque soltanto negli anni ’20) ha riempito pagine di giornale e scaldato gli animi di milioni di tifosi. Ripercorriamo brevemente le poche situazioni in cui qualcosa “è andato storto” e il torneo non si è concluso regolarmente.


  • 13
  • Mar

La psicosi del contagio, di Fabrizio Fogliato

Il contagio è elemento impalpabile, astratto; i suoi esiti si manifestano quando tutto è già avvenuto. Il nemico agisce dall’interno (dello spazio, del corpo), si muove sinuoso e infingardo senza far percepire la sua presenza. Quando esce allo scoperto, rimette in discussione tutto, lacera le coscienze, annebbia la vista, si trasforma in qualcosa di molto più pericoloso, asintomatico, distruttivo: la paura. Gli uomini fuggono da una catastrofe in atto di cui non conoscono né cause né dimensioni; si muovono in un contesto di assenza in cui il nulla – poco alla volta - divora ogni cosa e in cui le certezze sono solo due. Alcuni si ammalano e guariscono, altri si aggravano e muoiono. Diagnosticare i malati e isolare chiunque sia entrato in contatto con loro.


  • 11
  • Mar

ARTICOLO N. 800: Estratto da “Mimesi”, di Maurizio Fierro

Jack Cabodi è un tenente in forza al dipartimento di polizia di Vancouver. Cabodi è un Kwakiutl, nativi americani stanziati nel Central Okanagan. Un bacino di tradizioni e sapienza al quale, attraverso la guida dello zio Arthur, il tenente sa di poter attingere per ogni evenienza. Il suo intuito e la sua forza di volontà sono messi a dura prova dal caso che ha inorridito l’intero Canada: una scia di efferati omicidi che vede come vittime delle donne. L’autore è un killer che si ingegna a dare un aspetto raccapricciante alla scena del crimine.


  • 09
  • Mar

E' giunta l'ora di dimostrare di essere un grande Paese, di Antonio Dostuni

Inutile nasconderlo, nessuno di noi era pronto a questa emergenza: nessuno. La grandissima parte del paese non ha mai, neppure, conosciuto l'esperienza della guerra. Sono nate e cresciute intere generazioni che hanno conosciuto le guerre solo a scuola o attraverso i film senza mai viverle in prima persona. Abbiamo visto in tv le guerre degli altri, impressionandoci anche, ma non abbiamo mai “sentito la sirena che annunciava i bombardieri, il rombo incessante delle fortezze volanti che scendeva fin giù nel rifugio”, come ha raccontato mirabilmente il nostro Emilio Magni nel ricordare le paure vissute da bambino. Per questa ragione, abbiamo vissuto per decenni con la chiara consapevolezza di vivere in un'epoca fortunata. Ora, però, non è più cosi. 


  • 08
  • Mar

Ma è giusto che i "vecchi" debbano starsene in casa?, di Emilio Magni

L’indifferenza dei giovani davanti a noi vecchi elevati, nostro malgrado, a “star” negative del coronavirus, mi ha tirato un po’ su il fiato. Inutile negare, infatti, che, dentro o fuori casa, questo maledetto coronavirus ha tirato davvero un brutto colpo a noi anziani. Sta mettendo a rischio anche l’ultimo refolo di una giovinezza che sapevamo ormai lontana ma non del tutto perduta. Nonostante tanti anni sulle spalle e ancora di più malanni, un alito di quella prima, esuberante e felice stagione della nostra vita aveva continuato a soffiare  quasi gagliarda, se non altro grazie a ricordi pieni di emozioni, rimembranze che favorivano ancora qualche piccola, magari anche fievole illusione giovanile. 


  • 04
  • Mar

Il calcio-champagne del Milan di Arrigo Sacchi, di Fabiano Ghilardi

Coppa Italia 1986-87, primi di settembre. In panchina Niels Liedholm (cui a fine campionato subentrerà un giovane Fabio Capello che riporterà il Milan in Europa dopo lo spareggio con la Sampdoria). È l’anno uno dell’era Berlusconi: per il Milan inizia infatti la prima intera stagione calcistica con l’imprenditore milanese alla presidenza dopo aver rilevato la proprietà della squadra in primavera. Secondo la formula dell’epoca il Milan, a punteggio pieno nel girone eliminatorio, affronta il Parma a San Siro e ne esce sconfitto per 1-0 con un gol di Fontolan. Una sconfitta rumorosa, ma indolore per la squadra rossonera, che si qualifica comunque per il turno successivo.


  • 02
  • Mar

Per un paese già educato alla paura, basta poco per scivolare nel panico, di Antonio Dostuni

Saccheggiare i centri commerciali, chiudere gli esercizi pubblici alla sera, azzerare la normalità anche nelle zone più lontane da quelle toccate dal virus, non ha fatto altro che disvelare la profonda fragilità di un paese che ha paura di tutto ma, soprattutto, ha paura di se stesso. Siamo un paese profondamente spaventato ma, soprattutto, diviso. Probabilmente le due cose sono strettamente connesse: siamo spaventati proprio perché divisi. Dopo anni in cui il Nord era solito baccagliare contro il Sud, ora vediamo il Sud berciare contro il Nord: quanta miseria morale in questa contrapposizione di cui tutti dovremmo vergognarci: tutti.


  • 22
  • Feb

Il significato di “lavoro” nelle diverse lingue, di Fabrizio Santi

Nel libro “La teoria del tutto raccontata da te”, Igor Sibaldi parla di “logopenìa” in riferimento ad alcune lingue che ne soffrono, lingue che non riescono ad arrestare la diminuzione del loro vocabolario attivo, ossia del numero di vocaboli utilizzati dalla maggioranza di coloro che la parlano. L’autore afferma inoltre che l’italiano è in condizioni gravi dato che il vocabolario attivo degli italiani di media cultura non supera i settemila vocaboli, contro uno di trentamila degli inglesi.


  • 20
  • Feb

Che cosa si intende per società "giusta", di Gaia Stevenazzi

Con l'ingresso nel mondo moderno, il progressivo consolidamento e la sempre più massiva diffusione di assetti democratico-repubblicani, si è riscontrata una sempre maggior centralità del concetto di giustizia via via declinato in altri ambiti, primo tra tutti quello sociale. Tale sviluppo non deve però sorprendere se si considera la permanete necessità intrinseca nell'uomo di avvertire sé stesso e la propria esistenza come parte integrante e consustanziale di una dimensione più estesa quale quella comunitaria. L'uomo, essere sociale, è per sua stessa natura costretto alla relazione, a rapporti di reciprocità e di alterità.