BLOG - 80 anni fa le leggi razziali: un monito per i nostri giovani, di Emilio Galli

· Pubblicato il: 27/09/2018

Nell’estate-autunno del 1938 il regime fascista elabora una legislazione razziale antisemita. Alcuni storici hanno attribuito tale scelta come effetto dell’alleanza con la Germania nazista, sostenendo che in Mussolini e nel fascismo non ci fossero sentimenti razziali. Studi storici recenti hanno però comprovato che essi erano presenti sin dall’inizio nel pensiero e nell’azione di Mussolini. La prima legislazione razziale dal regime fascista fu elaborata dopo la conquista dell’Africa Orientale, per scoraggiare le relazioni tra i cittadini italiani e i “sudditi” (etiopi, eritrei, somali).

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A settembre si riaprono le scuole tra mille problemi, negli anni si sono succedute diverse “riforme” che in realtà hanno mirato più al risparmio (tagliando orari, cattedre ecc.) che non ad una vera ristrutturazione, per la quale per altro è mancata nella classe politica la capacità di elaborare un progetto organico (che implicherebbe anche un consistente investimento finanziario). Si sono succedute varie leggi per cui per la scuola italiana vale il famoso passo di Dante: “E se ben ti ricordi e vedi lume, / vedrai te somigliante a quella inferma / che non può trovar posa in su le piume, / ma con dar volta suo dolore scherma.” (Dante, Divina Commedia, Purgatorio, VI, vv. 148-151). Del resto la scuola non può che riflettere il clima sociale, culturale e politico del Paese, ed in questo periodo stanno emergendo ideologie e comportamenti che sembrano aprire la strada a nuove forme di razzismo, proprio ottant’anni dopo che nell’Italia fascista furono varate le leggi razziali.

Nell’estate-autunno del 1938 il regime fascista elabora una legislazione razziale antisemita. Alcuni storici hanno attribuito tale scelta come effetto dell’alleanza con la Germania nazista, sostenendo che in Mussolini e nel fascismo non ci fossero sentimenti razziali. Studi storici recenti hanno però comprovato che essi erano presenti sin dall’inizio nel pensiero e nell’azione di Mussolini. La prima legislazione razziale dal regime fascista fu elaborata dopo la conquista dell’Africa Orientale, per scoraggiare le relazioni tra i cittadini italiani e i “sudditi” (etiopi, eritrei, somali), ad esempio era considerato un crimine la convivenza tra uomini italiani e donne africane ed era vietato il matrimonio con persone di altra razza, se una donna italiana sposava un “suddito”, diventava anch’essa suddita. Il 13 luglio 1938 viene pubblicato il Manifesto della razza firmato da studiosi fascisti. Nel testo si affermano il carattere ariano degli italiani e la non appartenenza degli ebrei alla razza italiana. In agosto vengono censiti gli ebrei (erano 58.000 ossia lo 0,1% della popolazione). Il fatto che gli ebrei fossero pochi e concentrati in alcune città del centro-nord, fece sì che in Italia l’antisemitismo fosse poco diffuso. Il regime fascista cercò di propagandare l’antisemitismo in vari modi, tra cui un Manuale pubblicato dal Partito fascista nel 1941 impostato come il catechismo della Chiesa cattolica, con domande e risposte brevi e facili da memorizzare: “… A quale razza appartieni? Alla razza ariana- Qual è la missione della razza ariana? La Razza ariana ha la missione di civilizzare il mondo, e di farne incessantemente progredire la civiltà  E’ permesso ai cittadini italiani, maschi e femmine, di sposarsi con persone di razza non ariana? No, La legge vieta e punisce i matrimoni misti. Ogni individuo che procrea un meticcio offende la dignità della razza e condanna il proprio figlio a uno stato di inferiorità fisiologica, morale e sociale.  Perché il Regime fascista ha preso i provvedimenti riguardanti gli ebrei?... “.  I provvedimenti razziali del Regime sono stati presi per tutelare la purezza del sangue italiano e dello spirito italiano per difendere lo Stato contro le congiure dell’ebraismo internazionale.”. E’ opportuno ricordare che il razzismo novecentesco è oggi considerato privo di ogni validità scientifica. Non esistono le razze, oggi tutti gli uomini esistenti sulla terra provengono da un’unica discendenza dagli Homo sapiens che partendo dall’Africa hanno colonizzato i continenti. Le altre specie umane esistenti (come i Neanderthal) si sono estinte in età preistoriche. Le differenze fisiche tra le etnie riguardano solo gli aspetti somatici esteriori (colorazione della pelle ecc.) legati all’ambiente naturale. Già in agosto, dopo la pubblicazione del Manifesto della razza, il Ministro dell’educazione, Giuseppe Bottai, emana delle circolari per proibire ai Provveditorati di affidare incarichi e supplenze a insegnanti ebrei e di accettare l’iscrizione di studenti ebrei. Impone anche di eliminare dai libri scolastici gli “autori di razza ebraica”, come il noto manuale di letteratura di Attilio  Momigliano, che fu espulso dall’Università di Firenze. In quei giorni Paolo D’Ancona, professore ordinario di storia dell’arte medievale e moderna nell’Università di Milano e autore d’importanti pubblicazioni, così scrisse” “ A me è stata improvvisamente troncata ogni attività di cittadino e di studioso: espulso dall’esercito, dalla cattedra, attraverso i miei libri dalla scuola, assisto alla distruzione di quanto formava la ragione stessa della mia vita”.  Il 5 settembre 1938 Bottai emana il R.D.L. n. 1390 Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola, poi integrato in un nuovo e più completo RDL del 15 settembre.  In essi si stabilisce l’immediata espulsione dalle scuole e dalle Università statali di docenti e studenti di “razza ebraica”. Liliana Segre, deportata nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, oggi senatrice a vita, così ricorda il dramma della sua incomprensibile espulsione dalla scuola: “Mi restò per anni la sensazione di essere stata cacciata per aver commesso qualcosa di terribile, che in seguito tradussi dentro di me come –la Colpa di essere nata- ; perché altre colpe certo non ne avevo: ero una ragazzina come le altre”.   Furono novantasei i docenti universitari di ruolo che furono cacciati, ma considerando anche gli incaricati si arriva a circa 300 docenti espulsi dalle Università. Altre leggi emanate nel 1938 proibiscono i matrimoni tra razze diverse e limitazioni professionali ed economiche per gli ebrei ai quali è interdetto ogni incarico pubblico. La maggioranza degli italiani di fonte a questi provvedimenti non reagì, prevalse l’acquiescenza o l’indifferenza. Anche la chiesa cattolica non assunse una posizione ufficiale, il papa Pio XI era contrario all’antisemitismo fascista, ma il suo progetto di un’enciclica di condanna non si attuò. Del resto nella dottrina ufficiale della chiesa gli ebrei erano ancora considerati i “deicidi”e l’antisemitismo nel clero aveva salde radici, basti ricordare che Padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università cattolica di Milano, approvò la legislazione antisemita di Mussolini.

Oggi in Italia con l’immigrazione sono presenti comunità etniche, culturali e religiose diverse, l’integrazione e la convivenza, nel rispetto della legislazione italiana,  sono l’unica strada sensata, dobbiamo evitare che la maggioranza della popolazione, per indifferenza o per mancanza di cultura, possa fare proprio atteggiamenti razzisti, come purtroppo si è manifestato negli inquietanti fatti di  cronaca di quest’estate. Per questo il ruolo educativo della scuola è fondamentale.