BLOG - 1948-2018: 70 anni dalla "Dichiarazione Universale dei Diritti Umani", di Emilio Galli

· Pubblicato il: 20/12/2018

Il 1° dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni unite approvò e proclamò la Dichiarazione universale dei Diritti umani, un documento che nasceva dagli orrori del primo Novecento e dalla consapevolezza che bisognava affermare con estrema chiarezza i principi fondamentali della convivenza umana per evitare altre e ancor più terribili tragedie.

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Il 1° dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni unite approvò e proclamò la Dichiarazione universale dei Diritti umani, un documento che nasceva dagli orrori del primo Novecento e dalla consapevolezza che bisognava affermare con estrema chiarezza i principi fondamentali della convivenza umana per evitare altre e ancor più terribili tragedie. L’Europa e il mondo tra il 1914 e il 1918 avevano conosciuto la barbarie della Prima guerra mondiale, un conflitto combattuto nelle trincee dove per anni migliaia di giovani erano vissuti e morti tra il lezzo dei cadaveri in putrefazione, l’odore dell’urina e dello sterco, il tormento dei topi e delle cimici, il terrore dei bombardamenti e dei gas asfissianti. Il bilancio fu terribile, circa 15 milioni di morti tra soldati e civili, 6 milioni di invalidi, 4 milioni di vedove e 8 milioni di orfani. L’Italia ebbe 650.000 caduti e 970.000 feriti e migliaia di dispersi. Gli storici hanno molto dibattuto sulle cause del conflitto, ci furono certamente motivazioni economiche e imperialistiche, ma molti ormai hanno capito che il conflitto poté scatenarsi anche perché si era diffusa una cultura che presentava la violenza e la guerra come valori positivi. L’incapacità di stabilire una vera pace e di nuovo una cultura, che considerava la violenza, la sopraffazione e il razzismo come valori fondanti la società umana,  ha portato al secondo conflitto mondiale dove i diritti umani si sono annullati. Il bilancio fu devastante, 6 milioni di ebrei eliminati in nome della purezza razziale, cifre approssimative. ma credibili, parlano di circa 50-60 milioni di morti, di cui metà civili, l’Italia ebbe circa 450 mila perdite. Molte città furono devastate, le infrastrutture civili distrutte, la gente in molti paesi provò i morsi della fame, migliaia di profughi e sfollati vagavano alla ricerca di un luogo, dove poter ricostruire una vita decente. E’ in questa situazione che vennero proclamati i Diritti umani universali, sapendo che se essi non sono rispettati, s’ingenerano meccanismi diabolici che portano l’umanità alla rovina. Il mondo negli ultimi decenni ha conosciuto una crisi economica che ha accresciuto il divario tra i ceti ricchi e la maggioranza della popolazione che in Occidente ha visto peggiorare le proprie condizioni economiche. Disoccupazione, salari e stipendi bassi, insicurezza sul futuro hanno generato nella gente timori e paure. Come nel passato, emergono forze politiche e culturali che speculano su di esse, riproponendo ideali e comportamenti che mettono in discussione i valori umani.  Per questo è opportuno invitare a rileggere quel documento contenente i Diritti universali dell’umanità. Ne richiamo alcuni che mi sembrano particolarmente significativi per quanto sta avvenendo nel nostro Paese. Art.13: 1 Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Staro 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.  Art. 14: 1 Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni Art. 18 Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione e di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico e privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti. Art.23 1 Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione. 2 Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ed eguale retribuzione per eguale lavoro 3 Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale Art. 25 1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

Sono affermazioni di carattere universale, principi a cui tendere, la cui applicazione ovviamente deve tenere conto della situazione storica ed economica, ma sono diritti che bisogna tener presente. Per evitare che, per ignoranza o per malafede, essi vengano di fatto negati. Giustamente nel Preambolo alla Dichiarazione universale dei Diritti si legge:

“…il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo”.