DIRITTO - Giurisprudenza

  • 29
  • Giu

Cassazione: Illegittimità del licenziamento per superamento del comporto per recidiva della malattia imputabile al datore di lavoro

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, le assenze del lavoratore per malattia non giustificano il recesso del datore di lavoro ove l'infermità dipenda dalla nocività delle mansioni o dell'ambiente di lavoro che lo stesso datore di lavoro abbia omesso di prevenire o eliminare, in violazione dell'obbligo di sicurezza di cui all’art. 2087 c.c.

  • 20
  • Giu

Cassazione: Il licenziamento è legittimo nel caso di uso smodato della connessione internet

E‘ legittimo il licenziamento intimato dalla società al dipendente per abuso della connessione internet assegnata allo stesso per due mesi. La Corte di cassazione condivide quanto affermato nella pronuncia della Corte di appello territoriale, la quale ha cambiato il titolo del licenziamento da “giusta causa” a “giustificato motivo soggettivo”. Segue

  • 09
  • Giu

Cassazione: Saluto romano e croce celtica in corteo: non sussiste il reato di apologia del fascismo

In relazione ad una manifestazione svoltasi 3 anni fa a Milano nella quale alcuni manifestanti hanno esibito il saluto romano e la croce celtica, gli ermellini hanno statuito che il ricorso a simboli e riti fascisti non erano minimamente caratterizzati dall’idea di provocare sentimenti nostalgici. (Corte di Cassazione, sentenza n. 28298/17; depositata il 7 giugno)

  • 09
  • Giu

Cassazione: Parto anonimo, se c'è il rifiuto della madre, viene meno il diritto del figlio a conoscere le proprie origini

Il diritto del figlio a conoscere le proprie origini trova il suo unico limite nella volontà della madre ogni qual volta essa esprima il diniego a svelare la sua identità. (Corte di Cassazione, sentenza n. 14162/17; depositata il 7 giugno)

  • 09
  • Giu

Cassazione: Atti di bullismo su un compagno: condannati per stalking

Confermata la decisione presa in secondo grado. I ragazzi finiti sotto accusa hanno offeso, maltrattato e aggredito la loro vittima, costringendolo a cambiare scuola. (Corte di Cassazione, sentenza n. 28623/17; depositata l'8 giugno)

  • 23
  • Mag

Cassazione: Confermato l'assegno divorzile anche nel caso di rifiuto di offerte di lavoro

Respinte definitivamente le obiezioni mosse dall’ex marito. Confermato l’obbligo di versare all’ex moglie un corposo assegno mensile. Decisiva la valutazione di patrimoni, redditi e potenzialità di guadagno dei coniugi. (Corte di Cassazione, ordinanza n. 12878/17)

  • 10
  • Apr

Cassazione: L'articolo giornalistico non è diffamatorio se si riferisce a soggetti indeterminati

L’offesa alla reputazione di una persona non configura il delitto di diffamazione nel caso in cui le frasi potenzialmente offensive siano state pronunciate - o scritte - nei confronti di più soggetti appartenenti ad una medesima categoria ma non chiaramente individuabili. (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 16612/17) 

  • 08
  • Apr

Cassazione: Ruba qualche litro di gasolio al datore di lavoro, il danno lieve non esclude il licenziamento

La valutazione della proporzionalità del licenziamento disciplinare rispetto al fatto addebitato al lavoratore si basa sulle ripercussioni della condotta sul rapporto di lavoro e sulla sua idoneità a mettere in dubbio la futura correttezza del lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni, a prescindere dall’entità del danno arrecato. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 8816/17) 

  • 30
  • Mar

Cassazione: Schiaffo sul sedere, condannato a dieci mesi di reclusione per violenza sessuale

Dura sanzione per un giovane che ha preso di mira una ragazza, avvicinandola in motorino per palpeggiarle i glutei e poi scappare via. Respinte le obiezioni mosse dal difensore. Per i giudici il comportamento tenuto dal ragazzo è oggettivamente sessuale. (Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 15245/17; depositata il 28 marzo)

  • 30
  • Mar

Cassazione: Arretsi domiciliari, si trattiene in un piazzale del condominio, è evasione

Per abitazione, nell’ambito degli arresti domiciliari, deve intendersi il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata. Sono escluse le altre appartenenze, quali aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili che non ne costituiscano parte integrante. (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 15496/17; depositata il 28 marzo)