DIRITTO - Giurisprudenza

  • 15
  • Mar

Cassazione: Niente velo islamico per la lavoratrice musulmana, per la Corte di Giustizia non è discriminazione

La norma del regolamento interno di un’impresa che vieta di indossare segni visibili di convinzioni politiche, filosofiche o religiose non costituisce una discriminazione. La volontà del datore di lavoro di adottare una politica di neutralità è del tutto legittima e non viola il principio di parità di trattamento. (Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 14 marzo 2017, causa C-157/15)

  • 15
  • Mar

Cassazione: Figli maggiorenni, se perdono il lavoro, cessa l'obbligo del mantenimento

In materia di contributo al mantenimento dei figli maggiorenni, l’obbligo del genitore cessa nel momento in cui questi ultimi raggiungono l’indipendenza economica reperendo un lavoro. Una volta raggiunta la capacità lavorativa, e quindi l'indipendenza economica, la successiva perdita dell'occupazione non comporta la reviviscenza dell'obbligo del genitore al mantenimento. (Cass.civ. n.1761 del 28/1/2008; Cass.civ. n.26259 del 2/12/2005; Cass. civ. ordinanza 14 marzo 2017 n. 6509)

  • 09
  • Mar

Cassazione: La professione di commercialista è incompatibile con quella di imprenditore

La Cassazione, sezione lavoro, ha stabilito che la professione di commercialista non è compatibile con altre attività commerciali, così come previsto dall'art. 3 del dpr n. 1067 del 1953. Il commercialista è un lavoratore autonomo per cui anche l'attività di promotore finanziario implica la possibilità che la Cassa annulli d'ufficio la posizione contributiva del commercilista che la svolge. (Cass. sentenza n. 5865, 8 marzo 2017). 

  • 10
  • Gen

Cassazione: E' lecito trattare con un agente in forza ad una azienda concorrente

Lo storno dei dipendenti di impresa concorrente costituisce atto di concorrenza sleale solo allorché sia perseguito il risultato di creare un vantaggio competitivo a danno dell’impresa concorrente, tramite strategia diretta all’acquisizione di uno staff costituito da soggetti formati per il medesimo lavoro, svuotamento dell'organizzazione concorrente di specifiche possibilità operative, sottrazione del "modus operandi", sottrazione dei dipendenti avversari, sottrazione delle conoscenze burocratiche e di mercato, quindi, appropriazione della avversa immagine di operatori di un certo settore. (Corte di Cassazione, sentenza n. 94/17) 

  • 10
  • Gen

Cassazione: Due imprese collegate economicamente non costituiscono necessariamente un unico datore di lavoro

Il collegamento di due società da un punto di vista economico non comporta sempre l’esistenza di un unico centro d’imputazione. Nel caso di specie si tratta di obblighi derivanti da rapporti di lavoro subordinato e la Cassazione ricorda l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’unicità della figura datoriale non può essere presunta, ma anzi deve essere dimostrata. (Corte di Cassazione, sentenza n. 160/17) 

  • 10
  • Gen

Cassazione: Azione di riduzione e simulazione: il termine da cui decorre la prescrizione

Qualora l'erede agisca come legittimario a tutela della quota di riserva, proponendo domanda di riduzione di atti di trasferimento a titolo oneroso, previo accertamento della simulazione degli stessi in quanto dissimulanti donazione, il termine decennale di prescrizione dell'azione di simulazione decorre dal momento dell'apertura della successione, poiché soltanto in tale momento si concretizza l'ipotizzata lesione della quota di riserva del legittimario. (Corte di Cassazione, sentenza n. 138/17) 

  • 17
  • Nov

Cassazione: Il rifiuto di restituire un bene altrui non è sempre appropriazione indebita

Qualora vi sia un rapporto obbligatorio intercorrente tra le parti, la ritenzione della cosa di proprietà di una di esse non sempre costituisce delitto di appropriazione indebita. La Cassazione spiega cosa serve, oltre al rifiuto della restituzione, per configurarlo. (Corte di Cassazione, sentenza n. 48251/16) 

  • 19
  • Ott

Tribunale: Separazione, condannata al risarcimento la moglie che scredita il marito davanti al figlio

Non è esente da responsabilità la madre che non pone in essere alcun comportamento al fine di riavvicinare il figlio al padre ma che, di contro, continui a palesare la sua disapprovazione in termini screditanti nei confronti del marito, da cui è separata. Segue

  • 19
  • Ott

Cassazione: Il danno da demansionamento non è "in re ipsa" ma va provato

Cassazione: Il danno da demansionamento non è "in re ipsa" ma necessita di apposita allegazione da parte di chi lo lamenti. Può tuttavia legittimamente ricavarsi anche in via presuntiva o mediante ricorso a massime di comune esperienza. Segue

  • 18
  • Lug

Corte di giustizia Ue: Illegittimo il licenziamento della dipendente che, a contatto con la clientela, usa il velo islamico

Un'impresa adotta un regolamento interno che vieta ai dipendenti di indossare simboli o indumenti religiosi in occasione dei contatti con la clientela. Tale regola è da ritenersi illecita perchè si fonda su una discriminazione diretta basata sulla religione e sulle convinzioni personali. (Avvocato Generale, conclusioni, 13 luglio 2016, causa C-188/15)