CURIOSITA' - Come funzionerà il sistema di valutazione dei docenti universitari

Per la prima volta i sessantamila docenti italiani - dai ricercatori agli ordinari di novantacinque università pubbliche e private - dovranno sottoporre a un giudizio esterno l`attività di ricerca svolta nell`arco di sei anni (dal 2004 al 2010). Sulla base dei loro lavori sarà stilata una classifica degli atenei e dei dipartimenti. Una mappatura da cui dipenderanno la distribuzione di 832 milioni di euro e soprattutto il futuro della ricerca italiana. SEGUE

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Per la prima volta i sessantamila docenti italiani - dai ricercatori agli ordinari di novantacinque università pubbliche e private - dovranno sottoporre a un giudizio esterno l`attività di ricerca svolta nell`arco di sei anni (dal 2004 al 2010). Sulla base dei loro lavori sarà stilata una classifica degli atenei e dei dipartimenti. Una mappatura da cui dipenderanno la distribuzione di 832 milioni di euro e soprattutto il futuro della ricerca italiana. A capo di questa complessa macchina, che porta il nome di Vqr (valutazione della qualità della ricerca), c'è un ingegnere del Politecnico di Torino, Sergio Benedetto, 67 anni. Occorre dire che non è la prima volta che la ricerca in Italia viene sottoposta a giudizio. Questa volta, la valutazione si articolerà in questo modo. 

1) Ogni docente dovrà inviare tre lavori ciascuno. In questo modo, sostiene il prof. Benedetto, "atenei e dipartimenti - ma anche enti di ricerca come il Cnr - vengono giudicati dalla produttività reale, non dai lavori di un solo studioso molto prolifico. E ciascun dipartimento sarà incentivato ad assumere ricercatori bravi, selezionati in base al merito, non alla famiglia".

2) Il risultato finale sarà una "classificazione delle università fatta all`interno di ogni area scientifica. Ad esempio, emergerà una graduatoria che dirà come la ricerca nella fisica sia migliore nell`ateneo A piuttosto che B, e così via. I ragazzi saranno aiutati a scegliere".

3) A partire dal 2013 i finanziamenti terranno conto della graduatoria. "Il venti per cento del Fondo di finanziamento ordinario - circa 832 milioni - sarà distribuito sulla base della mappatura dell`Anvur, che metterà insieme la valutazione della ricerca e la valutazione della didattica: a quest`ultima ci dedicheremo in un secondo momento".

4) Quando la valutazione sarà conclusa, ci sarà la distinzione tra "researching university" e "teaching university". Ciò comporterà inevitabilmente la chiusura di qualche sede universitaria oppure la limitazione ad offrire solo una laurea triennale. 

5) Saranno oggetto di revisione i corsi di dottorato. Intanto, in questa prima fase i dottori di ricerca sono rimasti fuori dalla valutazione. E', tuttavia, prevista l`istituzione di un archivio che ne conservi tutti i nomi e le pubblicazioni. 

6) Come si stabiliscono i criteri della valutazione? «I prodotti della ricerca saranno valutati sia con metodi bibliometrici sia con la "peer review". Il criterio bibliometrico misura il numero di citazioni ricevute da un articolo, cioè l`interesse suscitato nella comunità scientifica. La "peer review" consiste nella revisione da parte di uno studioso di pari valore».

7) La bibliometria prevarrà nelle scienze "dure" e della vita. Mentre nelle scienze sociali e in quelle umanistiche si ricorrerà alla peer review. Dunque nelle discipline umanistiche, e nelle aree giuridiche non si farà ricorso al criterio bibliometrico. In ogni caso, lo strumento delle "peer review" sarà affiancato da una classificazione delle riviste. Anche le riviste saranno oggetto di valutazione. 

8) Occorre riconoscere che la tradizione italiana in materia di valutazione è debole. "L`Enqa (European Association for Quality Assurance in Higher Education) raggruppa oltre quaranta agenzie nazionali, nessuna italiana. La Germania conta otto agenzie, la Francia due».

9) Per quanto riguarda la garanzia di imparzialità dei valutatori, "finora nessuno ha sollevato dubbi sui nomi dei quattro centocinquanta valutatori. Circa il venti per cento è costituito da ricercatori che operano al di fuori dei confini nazionali".

Fonte, La Repubblica, 4 febbraio 2012