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  • 24
  • Apr

Per battere la crisi serve un'Europa più forte e diversa, di Antonio Dostuni

Accerchiata dalla crisi economica e dal terrorismo, oggi l'Europa si trova nel pieno di una tempesta che troppo semplicisticamente si vorrebbe domare ponendo fine all'esperimento unitario. In realtà, come si diceva, le variabili in campo sono numerose e non sempre governabili dagli Stati. Ad esempio, la crescente desertificazione di ampie regioni dell'Africa rappresenta un elemento che ha finito per aggravare ulteriormente la crisi economica da cui trae origine la mancata integrazione degli immigrati di seconda e terza generazione. 


  • 10
  • Apr

Un classe politica che ha perso il contatto con la realtà, di Antonio Dostuni

Il dibattito sui capilista sorprende per la naturalezza con cui viene legittimata una norma la cui incostituzionalità è stata incomprensibilmente sottovalutata dalla Consulta. Di fatto, avere i capilista bloccati implica che, prima ancora di andare alle urne, alcuni parlamentari hanno il seggio già assicurato! Si avverte, pertanto, la netta sensazione che la classe politica italiana abbia perso completamente il contatto con la realtà: troppo facile accusare di populismo il cittadino che si rivolta contro tali privilegi e che si indigna davanti alle ignobili piroette di chi cambia casacca per salvare il seggio!


  • 06
  • Apr

La bellezza di Facebook è anche quella di poter mettere il necrologio per la morte dell’amato gatto!, di Emilio Magni

Forse non è vero, come sostengono in tanti, che il computer, che tutto il mondo del web, dell’ ”on line”, dei Social Network, non sono cosa per i vecchi. Per il fatto che gli anziani fanno molta fatica ad armonizzare con questo nuovo, vigoroso, inarrestabile verbo che è “digitare”. E noi matusa, pigri e rassegnati diamo ragione ai tanti e diciamo: «Siamo venuti vecchi con la mentalità del pallottoliere e dell’enciclopedia Treccani, non abbiamo la mentalità giusta per questo mito del computer». 


  • 03
  • Apr

La ricetta della destra? Lasciare l'Europa per consegnarsi a Putin!, di Antonio Dostuni

Occorre diffidare dei facili proclami di una certa destra che non esita ad usare le paure degli italiani per lanciare strali contro l'Europa e per caldeggiare una ricollocazione internazionale del nostro paese gravida di incognite. Sostanzialmente, la cosmogonia politica della destra italiana prevede che, per salvare il nostro paese dalle incertezze di una democrazia lacunosa come quella europea, è meglio consegnarlo alle certezze di un'autocrazia spietata e totalizzante come quella di Putin. Stiamo attenti a non scherzare col fuoco perchè la storia insegna che il diavolo non si presenta con le campane. 


  • 27
  • Mar

Un paese dominato dalla "mediocrazia", di Antonio Dostuni

Quando parliamo di declino del nostro paese si tende a sottovalutare il fatto che in numerosi posti di comando esiste un tasso di incompetenza che rivela la vera natura del nostro sistema. Al di là dei proclami, infatti, siamo ancora un capitalismo di relazioni che mortifica il merito e premia la fedeltà, le “giuste” frequentazioni e le conoscenze. In un libro uscito di recente, dal titolo eloquente, “Mediocrazia”, l'autore, Alain Deneault, scrive: “Non c'è stata nessuna presa della Bastiglia, non è stato sparato un solo colpo di cannone, eppure l'assalto è avvenuto con successo: i mediocri hanno preso il potere!”.


  • 23
  • Mar

La guerra mondiale innesca la rivoluzione russa, di Emilio Galli

Malgrado la sua longevità, l’impero degli Zar svanisce, in modo sorprendente, in pochi giorni tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo del 1917.  Quando inizia la Grande guerra, la Russia è ancora un paese fortemente arretrato, in cui però sotto l’apparente immobilismo si innescano processi di cambiamento. Nelle immense campagne dominate dal latifondo nobiliare, il tentativo di costituire la piccola proprietà borghese eliminando le terre comuni del villaggio aveva creato malcontento tra i contadini.


  • 20
  • Mar

L'ora della verità per il Movimento 5 Stelle, di Antonio Dostuni

Il sistema proporzionale obbligherà i 5 Stelle ad "entrare in gioco". Se la prima Repubblica ha convissuto per decenni con quel “fattore K” che ha paralizzato il normale funzionamento della nostra democrazia, occorre evitare di imbatterci in un nuovo, sciagurato “fattore 5S” da cui sortirebbe, fatalmente, una riedizione di tutti i peggiori difetti della prima Repubblica. In questo senso, i “pentastellati” hanno la grande responsabilità di non limitarsi ad esercitare uno sterile potere di interdizione. Per il movimento è suonata, quindi, la campana: finita la ricreazione, dovranno dimostrare cosa sanno fare.  


  • 13
  • Mar

Siamo sicuri che Matteo Renzi sia l'uomo giusto per il paese? di Antonio Dostuni

L'errore più grande commesso da Matteo Renzi è di aver dato di sè l'immagine di un leader lontano dal popolo che, per queste ragioni, continua a ritenerlo espressione e garante dell'establishment. Se davvero Renzi punta ad una piena riabilitazione, dovrà rassegnarsi a cambiare registro chiamando a raccolta le migliori intelligenze del paese. Non solo: dovrà capire che un vero leader sa unire il suo partito e che, soprattutto, un vero statista sa unire il suo paese. Lo tenga bene a mente, diffidando di tutti quei devoti carrieristi e ciambellani che si servono di lui fingendo di servirlo.        


  • 10
  • Mar

Racconto: Una visita, di Maurizio Fierro

New York, febbraio 1924. Howard, uno scrittore in ristrettezze economiche, riceve la visita di uno strano personaggio di nome Ehrich Weisz. I due non potrebbero essere più diversi: tanto riservato, solitario e al limite della misantropia Howard, quanto espansivo e vulcanico Ehrich.


  • 06
  • Mar

BLOG, Articolo n.600 !!! In passato, i politici facevano affari, oggi gli affaristi fanno politica, di Antonio Dostuni

Venticinque anni dopo Tangentopoli, occorre prendere atto che corruzione e malaffare hanno continuato ad attraversare la società italiana. L'inchiesta sulla Consip dimostra che serve una seria riflessione sulla crisi dei partiti che restano il nerbo e il pilastro di una democrazia. Piaccia o no, i partiti sono un male necessario perchè, senza di essi, il paese rischia di essere alla mercè di predatori e magliari. La differenza tra oggi e la Prima Repubblica si può sintetizzare in questa celebre battuta di Enzo Biagi: anche i vecchi politici mangiavano ma sapevano stare a tavola.