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  • 21
  • Mag

Lega - 5 Stelle, un contratto scritto sull'acqua, di Antonio Dostuni

Gli estensori del contratto sanno bene che é un accordo scritto sull'acqua, un vezzoso florilegio di desideri irrealizzabili, la promessa di un eldorado impossibile da attuare. Il vero obiettivo di Lega e 5 Stelle, pertanto, è di lanciare una grande sfida all'Europa per cui, quando Di Maio sostiene che questo governo "riscriverà la storia", significa che stiamo per entrare in una fase di grandi tensioni con la tecnocrazia di Bruxelles sulla quale il prossimo governo scaricherà, prevedibilmente, tutte le responsabilità per la mancata realizzazione delle promesse contenute nel contratto.


  • 15
  • Mag

Non basta un "contratto" per governare un paese, di Antonio Dostuni

Di Maio e Salvini fingono di non sapere che l'azione di governo si compone di innumerevoli decisioni che hanno per oggetto temi che nessun contratto è in grado di disciplinare “ex ante”. Questo è il motivo fondamentale per cui qualunque governo, al di là degli impegni programmatici di maggiore impatto mediatico, deve disporre di una forte coesione interna in grado di dispiegarsi nella soluzione condivisa di tutte le problematiche che, in modo estemporaneo, sono imposte all'agenda politica.


  • 14
  • Mag

La crisi di governo in vernacolo brianzolo, di Emilio Magni

Se non fosse che in questo stallo delle tristi operazioni tese a creare alleanze e maggioranze, formare il nuovo governo, sono in gioco i destini futuri della nazione, forse ci sarebbe anche da sorridere, tirando qua qualche battuta del nostro bel dialetto lombardo, che  con pochissime parole, come  riesce bene il parlare vernacolo popolare, a dare un’esatta realtà delle situazione e dell’infinito stallo in cui sono sempre sul rischio di annegare le ingarbugliatissime trattative. “Sèmm semper in del camp di cent pertich”, è metafora  assai appropriata oltre che perspicace.


  • 09
  • Mag

Il fantasma di Aldo Moro sul grande schermo, di Fabrizio Fogliato

I primi anni ’70 hanno annichilito la spinta delle vecchie coordinate politiche, centrifugato le ideologie e pervertito le utopiche visioni giovanili. Leonardo Sciascia nel 1974 pubblica il romanzo geometrico-cartesiano “Todo Modo”, due anni dopo Elio Petri realizza il film omonimo: il De Profundis per un’intera classe politica e dirigente. Il 30 Aprile 1976 Aldo Moro rassegna le dimissioni da Presidente del Consiglio, mentre all’Embassy di Roma e all’Apollo di Milano il pubblico assiste alle prime proiezioni di Todo Modo. Il film presenta una caricatura grottesca dello statista democristiano resa superbamente da Gian Maria Volonté.


  • 07
  • Mag

Il disegno di Renzi è diventare il Macron italiano, di Antonio Dostuni

L'attuale isolamento del Pd nasce dalla precisa volontà di Matteo Renzi di dimostrare agli italiani che è stato un errore bocciare la riforma costituzionale. Questo è lo schema interpretativo che tutti i renziani tendono ad utilizzare per spiegare lo stallo in cui versa oggi il paese. Da una simile lettura, emerge il limite più grande di Matteo Renzi il quale dimostra ancora una volta di non essere in grado di indagare sulle cause delle sconfitte che il partito ha continuato ad inanellare negli ultimi anni. Sulla scarsa capacità di Renzi di fare autocritica, molto è stato detto e scritto nei giorni scorsi. Ma non è questo il punto. Ciò che rileva maggiormente è capire le ragioni del rifiuto di Renzi a prendere parte a qualunque ipotesi di governo. 


  • 03
  • Mag

Ecco tutte le divergenze che rendono incompatibili Pd e 5 Stelle, di Antonio Dostuni

Dopo avere ascoltato per intere settimane le ragioni che avrebbero reso plausibile un governo con il centro-destra, con singolare improntitudine ora ci viene ammannita dalla stampa italiana la favola di un possibile governo Pd-5 Stelle fingendo di dimenticare tutte le divergenze che hanno finora tracciato un solco profondo tra le due forze politiche. Legge Fornero, scuola, giustizia, Jobs act, Europa, Reddito di inclusione e Reddito di cittadinanza, vaccini, giusto per fare qualche esempio, costituiscono temi che rendono impraticabile qualunque ipotesoi di governo tra Renzi e Di Maio.


  • 25
  • Apr

Il mio 25 Aprile del '45, di Sergio Vanini

Il 24 aprile del '45 mi trovano in un'aula della scuola di Setificio di Como. Ero insieme ai miei compagni di classe per assistere alla lezione di Fisica nucleare. Il professor Campi, che avrebbe dovuto tenere la lezione sui Quanti, entrò e ci disse di stare tranquilli, si eclissò e si recò in segreteria insieme agli altri professori. Verso le dieci, sentimmo delle voci, ci affacciammo alle finestre e vedemmo che da via Mentana, svoltando l'angolo per andare in via Cesare Battisti, alcuni giovani fascisti vestiti di grigio cantavano a squarcia gola VINCERE,VINCERE E VINCEREMO IN CIELO, IN TERRA E IN MARE!!!


  • 23
  • Apr

Di Maio non ha capito che non ci sarà mai un governo Lega - 5 Stelle, di Antonio Dostuni

Salvini non avrà mai la forza di smarcarsi da Berlusconi. La potenza mediatica del Cavaliere resta un'arma che, in passato, ha seminato numerose vittime che rappresentano un monito per chiunque. Non solo. Da oltre vent'anni esiste al Nord un'alleanza tra Lega e Forza Italia che la politica ha saputo tradurre in una proficua rete di rapporti e di relazioni che Salvini non avrebbe mai il coraggio, né la convenienza, di scalfire. Di Maio, pertanto, non può baloccarsi nell'illusione di trovare in Salvini un alleato perchè attualmente il leader della Lega non è in grado di affrancarsi dall'ipoteca di Berlusconi. 


  • 18
  • Apr

18 Aprile 1948: le prime elezioni democratiche degli Italiani, di Emilio Magni

Settant’anni fa, in questi giorni d’aprile, si tennero in Italia le prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana: schierati “l’un contro l’altro armati” la Democrazia Cristiana e il Fronte Popolare dei comunisti e dei socialisti . Vinse la Scudo Crociato che ebbe oltre il 48 per cento dei suffragi, mentre i rivali solo il 31.  In molti “tirarono su il fiato”. Si stemperò infatti quel minacciante terrore di finire entro la cortina di ferro sotto le sgrinfie di Stalin.  Ero un bambino di dieci anni e di quegli avvenimenti ho ancora in me ricordi, anche se vaghi, però con qualche emozione che mi porta a sorriderci su.


  • 16
  • Apr

Non é solo narcisismo il siparietto di Berlusconi, di Antonio Dostuni

Il legame tra Lega e Forza Italia continua ad essere solo un matrimonio di interessi, un'alleanza tra due soggetti antropologicamente diversi che non si sono mai veramente amati. Per molti leghisti, Silvio Berlusconi resta un incorreggibile “bauscia”; per i berlusconiani, Salvini è troppo rozzo e dozzinale per pretendere la leadership del centro-destra. La pantomima finale del Cavaliere, pertanto, non è stata soltanto una stoccata ai 5 Stelle. C'è altro. C'è la delegittimazione di una strategia e, contestualmente, di un leader, cioè di Matteo Salvini, il quale dovrà prendere atto di una debolezza politica che anche Bossi e Maroni contribuiscono ad alimentare dall'interno.