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  • 23
  • Mar

La guerra mondiale innesca la rivoluzione russa, di Emilio Galli

Malgrado la sua longevità, l’impero degli Zar svanisce, in modo sorprendente, in pochi giorni tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo del 1917.  Quando inizia la Grande guerra, la Russia è ancora un paese fortemente arretrato, in cui però sotto l’apparente immobilismo si innescano processi di cambiamento. Nelle immense campagne dominate dal latifondo nobiliare, il tentativo di costituire la piccola proprietà borghese eliminando le terre comuni del villaggio aveva creato malcontento tra i contadini.


  • 20
  • Mar

L'ora della verità per il Movimento 5 Stelle, di Antonio Dostuni

Il sistema proporzionale obbligherà i 5 Stelle ad "entrare in gioco". Se la prima Repubblica ha convissuto per decenni con quel “fattore K” che ha paralizzato il normale funzionamento della nostra democrazia, occorre evitare di imbatterci in un nuovo, sciagurato “fattore 5S” da cui sortirebbe, fatalmente, una riedizione di tutti i peggiori difetti della prima Repubblica. In questo senso, i “pentastellati” hanno la grande responsabilità di non limitarsi ad esercitare uno sterile potere di interdizione. Per il movimento è suonata, quindi, la campana: finita la ricreazione, dovranno dimostrare cosa sanno fare.  


  • 13
  • Mar

Siamo sicuri che Matteo Renzi sia l'uomo giusto per il paese? di Antonio Dostuni

L'errore più grande commesso da Matteo Renzi è di aver dato di sè l'immagine di un leader lontano dal popolo che, per queste ragioni, continua a ritenerlo espressione e garante dell'establishment. Se davvero Renzi punta ad una piena riabilitazione, dovrà rassegnarsi a cambiare registro chiamando a raccolta le migliori intelligenze del paese. Non solo: dovrà capire che un vero leader sa unire il suo partito e che, soprattutto, un vero statista sa unire il suo paese. Lo tenga bene a mente, diffidando di tutti quei devoti carrieristi e ciambellani che si servono di lui fingendo di servirlo.        


  • 10
  • Mar

Racconto: Una visita, di Maurizio Fierro

New York, febbraio 1924. Howard, uno scrittore in ristrettezze economiche, riceve la visita di uno strano personaggio di nome Ehrich Weisz. I due non potrebbero essere più diversi: tanto riservato, solitario e al limite della misantropia Howard, quanto espansivo e vulcanico Ehrich.


  • 06
  • Mar

BLOG, Articolo n.600 !!! In passato, i politici facevano affari, oggi gli affaristi fanno politica, di Antonio Dostuni

Venticinque anni dopo Tangentopoli, occorre prendere atto che corruzione e malaffare hanno continuato ad attraversare la società italiana. L'inchiesta sulla Consip dimostra che serve una seria riflessione sulla crisi dei partiti che restano il nerbo e il pilastro di una democrazia. Piaccia o no, i partiti sono un male necessario perchè, senza di essi, il paese rischia di essere alla mercè di predatori e magliari. La differenza tra oggi e la Prima Repubblica si può sintetizzare in questa celebre battuta di Enzo Biagi: anche i vecchi politici mangiavano ma sapevano stare a tavola.


  • 04
  • Mar

La Principessa Errante, di Cinzia Milite

 

Un racconto per ragazzi di Cinzia Milite, scrittrice che ha pubblicato per Raffaello Edizioni e Gemini Editrice. Il suo ultimo romanzo, "Solo Due Dita", Onereed Edizioni, ha riscosso ottime recensioni e sarà presto tradotto in lingua inglese. Ringraziamo Cinzia Milite per averci concesso di essere ospite sul nostro blog.


  • 27
  • Feb

Le origini del populismo, di Antonio Dostuni

Risulta fuorviante continuare a bollare Donald Trump e Marine Le Pen, o Lega e 5 Stelle, come bieche forze populiste. Occorre, infatti, ammettere che l'antagonismo delle masse contro l'establishment e i poteri costituiti nasce solo da un brutale impoverimento che la politica ha colpevolmente sottovalutato se non, addirittura, ignorato. Il vero problema, pertanto, non è la deriva populista ma la democrazia alla deriva di cui il populismo rappresenta solo una conseguenza.


  • 20
  • Feb

La società tradita e la ribellione delle masse, di Antonio Dostuni

Il rifiuto della politica, da parte dei giovani, rappresenta il tentativo di restituire alla “società tradita” la centralità confiscatale dall'economia e dalla politica. In questo senso, la cosiddetta “antipolitica” rappresenta, sia pure candidamente, la mitizzazione della società civile che, dopo decenni di apatia, ritrova il coraggio di rivoltarsi contro le élite e contro una concezione privatistica del potere che dispensa privilegi prescindendo dal merito. Piaccia o no, dopo anni di emarginazione, le masse sembrano avere ripreso il loro cammino. Spetta, ora, alla politica indicare un percorso. Sempre che ne sia ancora capace.


  • 14
  • Feb

Tutte le cifre di un declino che occorre fermare, di Antonio Dostuni

Secondo l'Istat, dei 60 milioni e 441mila residenti, gli italiani al lavoro sono 22 milioni e 465mila: cioè, solo il 37,2%. Solo il 19,8% del totale degli italiani può vantare il tradizionale contratto a tempo pieno e indeterminato: si tratta, cioè, solo di 11 milioni e 973mila persone. Le ragioni per cui ben 37 milioni e 976mila italiani, pari al 62,8% del totale dei residenti, non lavorano, sono di tipo prevalentemente anagrafico: hanno meno di 15 anni (8 milioni 371mila) oppure hanno più di 64 anni e sono in pensione (12 milioni 534mila). In Italia ci sono 14 milioni e 38mila italiani, pari al 23,2% della popolazione residente, i quali, pur avendo l'età per lavorare, sono privi di un'occupazione ed hanno perfino rinunciato a cercarla. Alla fine, quindi, i disoccupati veri e propri, cioè coloro che non hanno un lavoro ma continuano a cercarlo, sono appena 3 milioni e 33mila, pari al 5% dei residenti


  • 06
  • Feb

La strana opacità del bilancio dello Stato, di Antonio Dostuni

Ci si chiede come sia possibile che il nostro paese, dopo decenni di tagli e con una pressione fiscale che presenta tratti perfino confiscatori, non sia in grado di uscire dalle secche di un deficit che rischia di vanificare i pesanti sacrifici finora sopportati dal corpo sociale. La verità è che l'impalcatura centralista del nostro Stato determina l'esistenza di una infinità di rivoli di cui, non solo i cittadini, ma perfino i parlamentari, stentano a individuarne l' “estuario”, cioè i destinatari finali. Storicamente il bilancio dello Stato italiano denota una intrinseca opacità come dimostra l'episodio che ha per oggetto l'acquisto di derivati da parte del Tesoro.