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  • 21
  • Giu

Storia di don Piero Arrigoni, il prete che salvò Como dalle bombe, di Emilio Magni

Le infinite stagioni vissute da Don Piero sono state tutte luminose: da sacerdote, come parroco, organizzatore infaticabile, pragmatico e fantasioso delle attività pastorali e parrocchiali, da protagonista di rischiosissime azioni partigiane. La sua impresa partigiana più importante fu quella di evitare che Como fosse bombardata, come era stato programmato dai comandi alleati negli ultimi mesi della guerra. 


  • 19
  • Giu

Giù le mani dalle liste civiche, di Antonio Dostuni

Molti commentatori hanno celebrato la rinascita delle liste civiche come un segnale di risveglio della politica e di ripulsa contro i partiti tradizionali. Nulla di più inveritiero, come dimostrano le astensioni. In tutta Italia le liste civiche sono state spesso utilizzate per “irrorare” i partiti tradizionali che, con questo espediente, hanno potuto aggregare i personaggi più in vista delle città garantendo lo schermo di un'appartenenza solo dissimulata. Nello stesso tempo, la lista civica ha consentito a vecchie cariatidi della politica locale di riproporsi sotto mentite spoglie, talora con esiti catastrofici.


  • 14
  • Giu

Giugno 1917, la battaglia del monte Ortigara, di Emilio Galli

Ci sono battaglie che nella storia hanno lasciato memorie indelebili, una di queste  fu sicuramente la battaglia che durante la I guerra mondiale fu combattuta dal 10 al 29 giugno 1917 sul monte Ortigara. L’attacco della 6° armata italiana del generale Mambretti aveva come compito la riconquista delle posizioni perdute durante la ”spedizione punitiva” dell’esercito austriaco sull’Altopiano d’Asiago nel 1916.Il ricordo della battaglia nelle canzoni e nelle memorie di Paolo Monelli.


  • 12
  • Giu

La sconfitta della scuola nell'era di Internet, di Antonio Dostuni

I nostri ragazzi trascorrono gran parte del tempo a guardare il cellulare in modo compulsivo e maniacale. Questa sorta di patologia di massa tende ad ignorare che Internet costituisce un mondo magmatico, un'immensa babilonia in cui, specialmente per i più sprovveduti, è facile annegare. In questo senso, c'è il rischio che il web sia una vera e propria “rete” che cattura i soggetti culturalmente più deboli i quali, avvezzi alla velocità del messaggio digitale, non sono in grado di cogliere la preziosa “lentezza” del sapere più complesso. 


  • 05
  • Giu

Legge elettorale, dov' è il trucco, di Antonio Dostuni

La nuova legge elettorale prevederebbe una soglia di sbarramento del 5% il cui fine è quello di eliminare l'area del dissenso coagulatosi attorno a Renzi e Berlusconi: non nasce, quindi, da una prevalente esigenza di semplificazione ma da una vera e propria ritorsione destinata ad incarognire ulteriormente il clima politico del paese. Di contro, nel modello tedesco le minoranze risultano ampiamente tutelate grazie ad una regola che assicura un giusto riequilibrio nel riparto finale dei seggi attraverso il recupero dei voti andati dispersi nei collegi uninominali. 


  • 31
  • Mag

Una rivalità infinita: quando la sconfitta diventa un'arte, di Maurizio Fierro

Maggio 1967. Il campionato di calcio di serie A sta volgendo al termine, come da pronostico, c’è una squadra sola al comando, la Grande Inter euro-mondiale, che sembra destinata a fregiarsi dell’undicesimo titolo di campione d’Italia della sua storia e che si appresta a disputare la terza finale di Coppa dei Campioni in quattro anni. Tutto sembra convergere verso una storica tripletta – c’è anche la Coppa Italia, in palio – e solo pochi sono disposti a scommettere su un esito diverso: troppo forte quel gruppo, quasi imbattibile la sua difesa.


  • 29
  • Mag

L'inutilità del G7 e l'inaffidabilità di Donald Trump, di Antonio Dostuni

Come nelle precedenti occasioni, anche questa volta il G7 ha mostrato al mondo la desolante impotenza dell'Occidente davanti alle problematiche del pianeta (clima, terrorismo e immigrazione) destinate per lungo tempo a restare senza una soluzione. Le “dichiarazioni di intenti” resteranno impegni scritti sull'acqua per l'assenza di un ordine mondiale di cui il G7 vorrebbe essere una forma embrionale pur rappresentando, per ora, solo una forma caricaturale.


  • 23
  • Mag

25 anni dopo la strage di Capaci, è cambiato ben poco nel nostro paese, di Emilio Galli

23 maggio 1992: nel tardo pomeriggio  il giudice Giovanni Falcone sta tornando da Roma a Palermo. Sceso dall’aereo all’aeroporto di Punta Raisi, sale sulla Fiat Croma blindata con la moglie Francesca Morvillo, imbocca l’autostrada con le altre due auto della scorta. Di lì a poco il mondo assisterà ad uno degli attentati più clamorosi della storia. Sono passati 25 anni dalla strage di Capaci e poco o nulla è cambiato nel nostro paese tranne, forse, il cambio di leadership: dopo la cattura di Riina e Provenzano, oggi a comandare è la 'ndrangheta. 


  • 22
  • Mag

Quella falsa alternativa tra xenofobia e tecnocrazia, di Antonio Dostuni

Da qualche decennio il mercato globale sta provocando la lenta erosione della sovranità e delle basi democratiche degli Stati. Da un lato, Trump e la Brexit, dall'altro la vittoria di Macron (e, prevedibilmente, della Merkel), confermano che la Storia rischia di condurre le masse su un crinale, per nulla rassicurante, che finisce per limitare ogni scelta all'alternativa tra il ritorno ad un nazionalismo xenofobo oppure l'accettazione di un modello oligarchico e tecnocratico. Stiano attenti Renzi e Salvini a non farsi irretire da questo schema aberrante che rappresenta la vera causa dello stallo in cui versa il nostro paese.


  • 16
  • Mag

Cosa serve all'Italia per correggere l'Europa, di Antonio Dostuni

Matteo Renzi appare incerto e periclitante nelle scelte di politica estera. I giudizi sull'Europa appaiono, spesso, umorali e contraddittori, talora dettati dalla preoccupazione di contenere Grillo e Salvini. In questo modo, il nostro paese è destinato fatalmente ad una subalternità che non potrà mai tradursi in quel cambiamento di rotta che solo una leadership forte e autorevole potrebbe imporre all'Europa. Renzi dimostri, quindi, il coraggio di un vero statista se non vuole restare il leader irrilevante di un paese irrilevante.